TERRA
Planisferi e rappresentazioni [2]
Babilonia centro del mondo

A ritroso, dalla rappresentazione precisa di Google Earth a questa mappa considerata la più antica fra quelle in nostro possesso. Una rappresentazione asiocentrica, un mondo circolare in cui Babilonia e' centro e perno. Sette piccoli cerchi senza nome disposti a corona e intorno i due grandi cerchi dell'Oceano che chiudono lo spazio. Al di la' dell'Oceano ci sono sette triangoli, di cui uno solo intero, a cui corrispondono le Sette Isole, come informa il testo a caratteri cuneiformi su entrambe le facce della tavoletta. La datazione ci colloca tra il 600 e il 500 avanti Cristo, un tempo in cui Babilonia era ancora una citta' fiorente. Il riflesso della percezione di sé di una civiltà umana nell'immagine geografica è qui massimamente evidente: Babilonia si considera il centro del mondo e come tale si definisce geograficamente. I nostri planisferi continueranno questa tradizione. Chi non ricorda le nostre gloriose carte geografiche dal carattere eurocentrico?
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E' celebre quest'opera di Bruegel che ricorda l'ogogliosa impresa della Torre di Babele progettata per arrivare fino al cielo. Anche il nome è rivelatore di una autoconsiderazione altissima: Bab-llu, la Porta di Dio.

TERRA. Planisferi e rappresentazioni [1]: >>>QUI<<<
TERRA
Planisferi e rappresentazioni [1]
Mappe e planisferi non sono rappresentazioni del mondo cosi' come e', sono piuttosto superfici piatte su cui vengono riversate descrizioni, visioni religiose o filosofiche o politiche, storie, racconti, e tutto cio' che l'immaginazione, la ragione umane e le attivita' umane possono produrre. L'ultimo stadio, per ora, e' la visualizzazione della sfera terrestre nella rete del Web, con Google Earth, per esempio. Una visione virtuale precisa e trasparente, in cui lo spazio reale con i suoi reali abitanti viene svelato in ogni minimo dettaglio. Che cosa cambia dentro di noi questa fantastica possibilita' di vederci dal di fuori? Che cosa succede nella mia mente quando vedo su un monitor la mia strada, la mia abitazione, la mia terrazza e quali nuove relazioni con il mondo posso prefigurarmi. Attonita meraviglia, innanzitutto. E un viaggio a ritroso, poi, per intravedere gli inizi della nostra umana necessita' di vederci.
Manusyaloka - Visione Jaina del mondo

Manusyaloka (The Human World). Western Rajasthan: late nineteenth century.
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Umar bin Muzaffar Ibn al-Wardi. Kharidat al-'Aja'ib wa Faridat al-Ghara'ib.
(The Pearl of Wonders and the Uniqueness of Things Strange). Late seventeenth century.
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Srid pa'i khor lo (Wheel of Life). Painting on cloth, twentieth century. Tibetan Collection.
LINK: Library of Congress
MISSISSIPPI

Il ponte che porta ad Anoka e' vicinissimo. Qui siamo a poche centinaia di metri da casa: come attraversare la strada e mettere la barchetta nelle acque del grande fiume. Le sorgenti non sono lontane e l'ampiezza e' ancora a misura di Po.

Si risale la corrente a motore rombante e scia spumeggiante. Siamo soli, forse perche' fa ancora freddo. Qualche pescatore qua e la' sulle sponde, qualche bambino, una coppia di "morosi". Scambio di saluti a braccia alzate e roteanti.

Dopo qualche miglio il motore viene spento: sara' la corrente a riportarci a casa, nel massimo silenzio. Fantastico! Ora si vede il mondo che si increspa nelle lievi ondulazioni del vecchio fiume, come lo chiama affettuosamente l'indigeno. Ora si sentono le voci e i suoni degli abitanti del luogo.

Uno spazio di amori primaverili, dove uccelli vari volano o si posano o si immergono, ma tutti in coppia. Questo e' il posto delle aquile calve. C'e' un loro nido molto grande e molto in alto da cui spunta la testa tutta bianca di qualcuno che sembra proprio stia covando un tesoro. Con larghi giri vola intorno l'altra aquila che si posa su un ramo vicino.

Ed e' tutto un andare, nemmeno tanto lentamente, verso casa, subito dopo il ponte che porta ad Anoka, nello scorrere dell'acqua che la luce congiunge al cielo come tutto fosse un'unica rutilante sfera armonica.

Il faro di Split Rock e'un posto di estremo romanticismo sulla sponda settentrionale del Lago Superiore. Dall'alto le immagini mi farebbero pensare ancora al mare se non fosse per gli alberi e per le piante che si affollano rigogliosamente dovunque, fin quasi nell'acqua dolce, per quanto gelida.

Dall'alto del faro l'acqua stupisce per i colori e la limpidezza nonostante la profondita' e la distanza. Questo verdeazzurro e' cosi' simile a mio mare Jonio che mi emoziona ancora di piu'.

La storia della costruzione di questo faro e' quasi incredibile: e' stato costruito dal mare, perche' per molto tempo non vi era alcuna strada per arrivarci via terra. L'impressione piu' bella che mi sono portata via e' questa armonia tra la natura e la costruzione umana, dove tutto si lega senza forzature e sconvolgimenti.

Istantanee
Un'Aquila Calva in Città

Smarrimento

Volo
Albero rifugio

La salvezza fra i rami intricati

Il tramonto
Il Mississipi è vicino. Ritroverà l'orientamento quest'aquila calva smarrita nel traffico cittadino?
Living in the area of the Mississippi River offers many unique opportunities that are not found in
most areas. The Upper Mississippi River runs from Minneapolis, Minnesota to St. Louis,
Missouri. This part of the river has locks and dams that the eagles gather around since
turbulent water does not freeze. This is good for the eagles because many fish flow through
the dam and are stunned while they pass under the gates of the dam. This provides an easy
meal for the bald eagles. The Upper Mississippi River has a very high number of wintering
eagles, over 2,500 birds. This is compared to the early 1960's when the entire lower 48 states
averaged only 4,000 birds. During the spring and summer months most of the birds in this
area probably migrate into Canada and the Great Lakes states. (<<<)
Shabe Yalda
La Notte di Yalda

Shab-e-Yalda, in Persia, è la notte della nascita di Mitra,
il Dio Sole, che porta la luce, il bene e l'energia sulla Terra.
Per i seguaci della religione di Zarathustra, in particolare, e per la gente persiana, in generale, è un tempo di gioia e di cortesia, di fiducia e di speranza, di forza e onestà, il cui simbolo è il fuoco.
"Yalda" significa "nascita" e la notte di Yalda, che coincide con il primo giorno del solstizio d'inverno, potrebbe chiamarsi Notte di Natale. E' il Natale per gli zoroastriani. E, siccome la notte più lunga dell'anno prelude al progressivo aumento della luce, la notte di Yalda simboleggia il trionfo del Dio Sole, Mitra, sulle tenebre.
Il culto del Dio Sole fu portato in Iran da migranti Arii e rimase come potente entità divina nei secoli successivi. Nell'età degli Achemenidi divenne una divinità fondamentale, come Ahura Mazda, Dio del Bene, e Anahita, Dea della Fertilità e dell'Acqua.
Imparai queste cose negli anni in cui vivevo in Persia. Si tratta di materia antichissima e amplissima, per la cui conoscenza occorrono testi religiosi, filosofici e storici. Stasera voglio solo parlare della mia esperienza personale in un Paese in cui all'epoca era possibile farla.
La notte del Solstizio d' Inverno sembra far parte di quello che Jung chiamava "l'inconscio collettivo", e infatti miti simili e talvolta quasi identici si trovano un po' dovunque. In Persia me la descrissero come una notte di magia e di mistero, in cui vegliare abbandonandosi a racconti di vicende remote ed enigmatiche, tra gli affetti familiari e amicali, immersi nella luce delle candele e nei colori della frutta. Perché i frutti della terra sono il cibo di questa festa.

Rossa anguria con arance e mele e pere... e, soprattutto, la melagrana che è un frutto divino nello Zoroastrismo, perché nell'involucro della buccia ci sono tutti quei delicati rossi semi che mostrano l' unità dell'umanità.