Sulla sabbia dello Jonio

Del nostro mare amavamo anche la sabbia incredibilmente feconda di turgide piante e di fiori sbocciati come da un miracolo della natura. Sabbia di antiche conchiglie colorate, impregnata di salso, eppur florida come fertile terra. Sabbia che colora le acque di rosa e perfino di irreale violetto.

Anthirrinum Majus

Abbandono e tensione
Forza e bellezza dell'albero

Carnevale a Venezia

il menestrello
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gli occhi
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i calici
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il crepuscolo a San Marco
Nuvole a Venezia

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Non è morto con te il magico mondo dove il ricordo trattiene i momenti eterni delle nostre vite. Come in sogno tremolano le immagini e i suoni, gli odori e gli affetti dei giorni vissuti che si dilatano nel silenzio. "E la morte non avrà dominio".
DOMENICA 18
Faro e Luce

Ci sono giorni che mi avvicinano più di altri alla corrente dei ricordi nella fitta foresta dell'anima. Nel grigiore dell'autunno è stanca la luce di questa domenica che ne richiama un'altra, immobile nella sua insondabile inesorabilità. Vorrei fosse vero che tutte le infinite creature separate possano esistere in un unicum universale.

Vincenzo Cardarelli
di John Keats
ALL' AUTUNNO
I.
Stagione delle nebbie e della succosa fecondità,
Intima prediletta amica del sole che matura,
Tu che con lui cospiri a colmare e benedire
Con frutti le viti che corrono tutt'intorno alle thatch-eves grondaie:
A piegare con i pomi gli alberi del casolare ricoperti di muschio,
E a far maturare ogni frutto fino in fondo all'anima;
A rigonfiare la zucca, e riempire i gusci dei nocciòli
Con un dolce seme; e a far sboccire ancora,
E ancora di più, fiori tardivi per le api,
Finché loro pensano che mai i caldi giorni debbano finire,
Poiché l'estate ha colmato fino all'orlo le loro viscose celle.
Chi non ti ha visto spesso nella tua dovizia?
Talvolta chiunque vada in giro può trovarti
Mentre siedi spensierata sull'aia,
mosse dolcemente le chiome dal vento che sparpaglia;
O sopra un solco non del tutto mietuto profondamente addormentata,
Vinta dai vapori dei papaveri, mentre la tua falce
Risparmia il prossimo mannello e tutti suoi fiori intrecciati;
E talvolta like...
Steady....;
O .....
Thou watchest....
lavori in corso
I.
Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss'd cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
Until they think warm days will never cease,
For summer has o'er-brimm'd their clammy cells.
II.
Who hath not seen thee oft amid thy store?
Sometimes whoever seeks abroad may find
Thee sitting careless on a granary floor,
Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;
Or on a half-reap'd furrow sound asleep,
Drows'd with the fume of poppies, while thy hook
Spares the next swath and all its twined flowers:
And sometimes like a gleaner thou dost keep
Steady thy laden head across a brook;
Or by a cyder-press, with patient look,
Thou watchest the last oozings hours by hours.
III.
Where are the songs of spring? Ay, where are they?
Think not of them, thou hast thy music too, -
While barred clouds bloom the soft-dying day,
And touch the stubble-plains with rosy hue;
Then in a wailful choir the small gnats mourn
Among the river sallows, borne aloft
Or sinking as the light wind lives or dies;
And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;
Hedge-crickets sing; and now with treble soft
The red-breat whistles from a garden-croft;
And gathering swallows twitter in the skies.
AUTUNNO
Oggi il Sole incontra l'Equatore Celeste alle ore 09:51 del Tempo Universale: finisce l'Estate e comincia l'Autunno.
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La Terra nella sua orbita intorno al Sole fa sì che il Sole sembri muoversi nella Sfera Celeste sull'Eclittica ( rosso ), che è inclinata sull'Equatore ( blu ). >>>qui<<<
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Luce di quasi autunno sul Mugello sul finire dell'estate astronomica.
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[ Ripasso dell'argomento per me stessa. ]
L'eclittica è un cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l'anno.
La disposizione particolare dell'eclittica sulla sfera celeste dipende dalla dall'orbita della Terra attorno al Sole e dall'inclinazione del piano dell'equatore rispetto ad essa. L'angolo tra i due piani è chiamato obliquità dell'eclittica.
Osservando il movimento dei corpi celesti, sembra che essi si muovano da EST a OVEST attorno a due punti fissi, chiamati polo nord celeste (N') e polo sud celeste (S'). Si chiama asse del mondo la retta che congiunge i due poli celesti. E' come se la sfera celeste ruotasse attorno a questo asse. Tale movimento dipende in realtà dal movimento di rotazione della Terra da OVEST verso EST attorno all'asse terrestre. Quest'ultimo incontra la superficie della Terra in due punti: polo nord terrestre (N) e polo sud terrestre (S).da ECLITTICA nel sito: www.vialattea.net