ALBORZ

I monti Alborz hanno accompagnato alcuni anni della mia vita a Tehran. Immensi, le cime altissime perennemente innevate, onnipresenti lungo tutto l'orizzonte settentrionale della città, e misteriosi per i richiami che mi sembrava mandassero alla mia mente. Sentivo in maniera del tutto infantile che fra quelle rocce straordinarie si nascondeva un segreto che mi sarebbe stato rivelato se solo mi avessi saputo concentrarmi e ascoltare chissà quale voce lontana. Fantasie. Fantasie che la fotografia del giorno di ieri nel sito della Nasa ha fatto riemergere intatte e suggestive più che mai. Fantasie rafforzate da un link a un sito di fotografie che restituiscono alcune favolose immagini dell'Iran. Come non riandare con tutta l'anima al sublime Rumi e alla sua mistica Luna?
LA LUNA
Nel firmamento è apparsa all'alba una Luna
è scesa dal cielo e ha rivolto a me lo sguardo.
Come falco che strappa via un uccello qual preda
mi rapì quella Luna e corse di nuovo nel cielo.
E quando me stesso guardai, più me stesso non vidi;
ché, in quella Luna, il mio Corpo per grazia sottile s'era fatto anima pura!
E quando viaggiai entro l'anima non vidi che Luna
finché svelato fu tutto della manifestazione eterna il mistero!
I nove cerchi del cielo s'erano immersi in quella luna,
e la barca dell'essere mio s'era tutta in quel mare nascosta.
Si franse d'onde quel mare, e tornò la Ragione
e lanciò il suo grido: così fu, così avvenne.
Spumeggiò, quel mare; e da ogni frammento di quella schiuma
di qualcuno venne un disegno, venne di qualcosa un corpo,
e ogni frammento di schiuma corporea che si mostrò da quel mare
poi subito si fuse e in quel mare entrò ancora;
ma senza l'aiuto del Signore, del Sole divino di Tabrìz
non si può vedere la Luna, non si può essere mare.
Rumi
FRATTALI
TEMPLI HINDU

"Corridoio nel tempio di Ramanatha Swamy, Rameshwaram, Tamil Nadu, South India. I pilastri danno una sensazione di ricorsione che suggerisce una profondità infinita"

"Sorgenti shikharas (sanscrito: "vetta o cresta"), simili a frattali, del tempio di Kandariya in Khajuraho"

"Sezione del tempio di Kandariya a Khajuraho"

"Immagine a colori del tempio Kandariya, Kajuraho"

"Massiccia shikhara del tempio Kandariya , che mostra la autosimilarità di molte aspetti architettonici tipici"

"Emergere nella luce da un tempio dell'India meridionale"
^^^^^^^^^
"Dove il mondo cessa di essere il palcoscenico delle nostre speranze e dei nostri desideri per divenire l'oggetto della libera curiosità e della contemplazione, lì iniziano l'arte e la scienza. Se cerchiamo di descrivere la nostra esperienza all'interno degli schemi della logica, entriamo nel mondo della scienza; se, invece, le relazioni che intercorrono tra le forme della nostra rappresentazione sfuggono alla comprensione razionale e pur tuttavia manifestano intuitivamente il loro significat, entriamo nel mondo della creazione artistica. Ciò che accomuna i due mondi è l'aspirazione a qualcosa di non arbitrario, di universale." Einstein
^^^^^^^^^
Cadere dalla geometria euclidea nella "geometria frattale" è un' esperienza meravigliosa, scientifica e artistica, anche per me che sono poco esperta di matematica (ahimè). Ed è stupefacente ritrovare con mirabile evidenza queste forme autosimili e autogeneranti nelle linee antichissime dei templi Hindu che sembrano accomunare i due mondi della scienza e dell'arte di cui parla Einstein, e alla mia anima rendono manifesto il senso del sacro sublime nell'universo.
L'incanto dei "sistemi dinamici complessi", reso accessibile a tutti dalla grafica informatica, è dovunque
nella cresta verdeazzurra di un'onda
nelle sabbia striata sul limitare del mare
nei contorni arzigogolati delle piante
nei bordi incostanti delle nuvole ... o ... dovunque.
.
Immagini e didascalie dal sito HINDU TEMPLE FRACTALS.
Testo di riferimento: Heinz-Otto Peitgen e Peter H. Richter, "LA BELLEZZA DEI FRATTALI - Immagini di sistemi dinamici complessi", Bollati Boringhieri, 1987 - QUI
Misteri
.

.
Il vento domanda: "Dimmi, loto,
qual è il tuo mistero?"
Il loto risponde:
"Sono un mistero io stesso."
Rabindranath Tagore
.

.
Ho voglia di stelle e di fiori, di musica e di poesia, di meditazione e di blu. Sono questi i dolci rifugi in cui mi piace raggomitolarmi in solitudine e magari addormentarmi, perché ho bisogno di sognare. Dai tibetani ho imparato che anche nello stato del sogno si può trovare ispirazione e consapevolezza, ma non pretendo di "sognare con lucidità", come dicono loro. Mi basta la calda sensazione di avvolgimento e di espansione, pur in una beata inconsapevolezza.
Iride

con rondine

Due batter di ciglia, due frazioni di secondo fermate in due immagini immediatamente successive. E' la grande illusione di afferrare e mantenere "materialmente" l'attimo fuggente non solo nella memoria destinata a impallidire? Penso di sì. Subito dopo mi vengono mille dubbi e una domanda antica: esiste il passato? E il futuro? Qualche risposta mi viene dalla filosofia buddhista, ma rimango confusa e smarrita. Le due immagini dell'iride senza rondine e con rondine sono una rappresentazione del mio pensiero di fronte al mistero del tempo, mistero che per me rimane tale, nonostante le ricerche della fisica e della filosofia.
.
Caro vecchio della montagna
Mi domandi: che posto è? Questo posto è il parco di San Giuliano sull'estremo limite della terraferma veneziana, in Mestre. Proprio sul bordo della laguna in cui sono immerse tante isole incantate e, fra queste, Venezia. Non è una "finis terrae", però, perché la laguna è un sistema geografico di grande complessità, in cui le isole e la terraferma formano un organismo dinamico e interattivo. E' il posto delle mie corse in bicletta e delle pause pensose nel silenzio, sul bordo della laguna, di fronte a Venezia, che volentieri raggiungerei a nuoto. Con un qualsiasi natante, ovviamente, è già possibile.

Laguna di Venezia