convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

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Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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giovedì, 10 gennaio 2008

di Jorge Luis Borges

ERACLITO

Eraclito cammina per la sera
di Efeso. La sera lo ha lasciato,
senza che la sua volontà lo decidesse,
sulla riva di un fiume silenzioso
il cui destino e il cui nome ignora.
C'è un Giano di pietra e qualche pioppo.
Si guarda nello specchio fuggitivo
e scopre ed elabora la sentenza
che le generazioni degli uomini
non lasceranno cadere. La sua voce dichiara:
Nessuno scende due volte nelle acque
dello stesso fiume. Si sofferma. Sente
con lo stupore di un orrore sacro
di essere anche lui un fiume e una fuga.
Vuole recuperare quel mattino
e la sua notte e la sua vigilia. Non può.
Ripete la sentenza. La vede stampata
in futuri e chiari caratteri
in una delle pagine di Burnet.
Eraclito non sa il greco. Giano,
dio delle porte, è un dio latino.
Eraclito non ha ieri né adesso.
E' soltanto un artificio che ha sognato
un uomo grigio sulle rive del Red Cedar,
un uomo che intesse endecasillabi
per non pensare tanto a Buenos Aires
e ai visi amati. Ne manca uno.

East Lansing, 1976

*

Heráclito

Heráclito camina por la tarde

De Éfeso. La tarde lo ha dejado,

Sin que su voluntad lo decidiera,

En la margen de un río silencioso

Cuyo destino y cuyo nombre ignora.

Hay un Jano de piedra y unos álamos

Se mira en el espejo fugitivo

Y descubre y trabaja la sentencia

Que las generaciones de los hombres

No dejarán caer. Su voz declara:

Nadie baja dos veces a las aguas

Del mismo río. Se detiene. Siente

Con el asombro de un horror sagrado

Que él también es un río y una fuga.

Quiere recuperar esa mañana

Y su noche y la víspera. No puede.

Repite la sentencia. La ve impresa

En futuros y claros caracteres

En una de las páginas de Burnet.

Heráclito no sabe griego. Jano,

Dios de las puertas, es un dios latino.

Heráclito no tiene ayer ni ahora.

Es un mero artificio que ha soñado

Un hombre gris a orillas del Red Cedar,

Un hombre que entreteje endecasílabos

Para no pensar tanto en Buenos Aires

Y en los rostros queridos. Uno falta.

*

Poesie di Borges a: Baruch Spinoza - Spinoza  - Joyce - Khayyam - Melville - Milton

postato da: harmonia alle ore 20:09 | link | commenti (2)
categorie: eraclito, borges-poesie a scrittori
venerdì, 09 giugno 2006

 ράκλειτος Heràkleitos Eraclito

ΠΕΡΙ ΦΥΣΕΩΣ 

DELL' ORIGINE

    κόσμον τόνδε [τòν αυτòν απάντων] ούτε τις θεων ούτε ανθρώπων εποίησεν, αλλ`ην αει και έστιν και έσται, πυρ αείζωον, απτόμενον μέτρα και αποσβεννύμενον μέτρα.|

questo cosmo non lo fece né alcuno degli dèi né alcuno degli uomini, ma fu sempre, ed è, e sarà, Fuoco di eterna vita, che con misura si accende e con misura si spegne. (fr. 37)

   ουκ εμου~ (!), αλλα του λόγου ακούσαντας ομολογειν σοφόν εστιν εν πάντα ειναι

per chi ascolta non me, ma il logos, è saggio dire con esso sapienza è intuire che tutte le cose sono Uno, e l' Uno è tutte le cose (fr. 6)

    τα δε πάντα οιακίζει κεραυνός  

ma tutto governa la folgore (fr. 9)

   τò αντίζου συμφέρον και εκ των διαφερόντων καλλίστην αρμονίαν [και πάν|τα κατ'έριν γίνεσθαι]

ciò che si oppone converge, e dai discordanti bellissima armonia (fr. 11)

Eraclito di Efeso detto l'Oscuro (Αινικτίν "Ainiktin"), VI - V secolo a. C. Il "mio" Eraclito illustrato. Un gioco, infantile e serio, di intreccio di  mille fili tra passato e presente, tra Occidente e Oriente, tra Grecia antica, India e Persia. Ho scelto tre frammenti che richiamano con immediatezza l'idea indiana del brahman e quella persiana del fuoco, principio unico della creazione, e l'attimo taoista dell'illuminazione. Chiedo perdono per la banalizzazione di profondissimi misteri dello spirito umano.

(Prevale il desiderio di scrivere in greco sull'acribia ortografica. Non riesco a usare la tastiera greca nella sua completezza: mancano gli spiriti e gli accenti gravi e circonflessi. Prima o poi, imparerò e correggerò.)

Testo di riferimento: Eraclito, I frammenti e le testimonianze, Fondazione Lorenzo Valla

postato da: harmonia alle ore 20:32 | link | commenti (9)
categorie: filosofia, eraclito, filosofia greca