Happy Halloween

Volano i fantasmini
sull'albero davanti alla casa di 'dolcetta'. Sul far della sera arriveranno bambine e bambini a recitare la loro formula dall'effetto sicuro: 'trick or treat'. I padroni di casa, terrorizzati dalla minaccia dello scherzetto profonderanno dolciumi, frutta e bevande.'Dolcetta' ha gia' da tempo scavato e scolpito le sue figure di paura. Eccole qui, un po' mosse, nonostante avessi trattenuto eroicamente il respiro.

Paura, eh? Mi chiedo se fingo soltanto per divertimento o se non funzioni davvero quel filo sottile che mai vorremmo fosse spezzato tra noi e l'arcano. Certo la commercializzazione imperversa come da noi a Natale o a Pasqua, ma c'e' anche molta autenticita' nelle famiglie che amano questa tradizione. Ho visto campi immensi di zucche dalla luce arancione. Si va dai contadini a scegliere i frutti solari della terra pensando gia' alla forma che prenderanno. Un gatto? Jack o' Lantern? Ci si da' da fare perche' i bambini abbiano la loro festa con il mistero.
Equinozio di Primavera
Capodanno in Persia - Noruz (Nuovo Giorno) 1385

Il Nuovo Giorno era celebrato dalle grandi culture dell'antica Mesopotamia: Sumeri, Babilonesi, Persiani, Accadi. La festa risale a circa tremila anni fa, al tempo dello zoroastrismo, l'antica religione persiana prima della dominazione araba e dell'avvento dell'islamismo. Principi, credenze e suggestioni della cosmologia zoroastriana hanno conservato vitalità e profondità nel sentire delle persone, tanto che i fondamentalisti islamici non sono riusciti nel tentativo di sradicarli dalla loro anima.
I documenti archeologici più antichi ci sono arrivati dagli Achemenidi che 2500 anni fa crearono il più garnde impero della regione e costruirono il magnifico complesso di Persepolis, che i persiani chiamano "Takht-e-Jamshid (Trono di Jamshid).
La festa comincia l'ultimo mercoledì dell'anno che sta per finire: Chahar shanbe suri, cioè il "Mercoledì-surì, in cui si preparano file di piccoli fuochi distanziati tra loro in modo da poterci saltare su ripetendo una formula propiziatoria.

Per la festa in tutte le case si prepara la tavola delle "sette S" (haftsin). Una tavola su cui devono esserci sette cose il cui nome comincia con "S", come quella che si vede nell'immagine.
Sabzeh (verzura di grano o lenticchie o orzo), simbolo di rinascita, purezza, opulenza e buona fortuna.
Sonbol (giacinto), con il suo intenso profumo annuncia la primavera che arriva
sib (mela), simboleggi bellezza, salute, fragranza
Sekkeh (monete), fortuna e prosperità
Serkeh (aceto), età e pazienza
Somaq, semi rossoviolaceo, l'intenso colore del Sole sorgente
Senjed (giuggiolo), rappresenta l'amore
Sir (aglio), evoca la medicina contro il male
Shabe Yalda
La Notte di Yalda

Shab-e-Yalda, in Persia, è la notte della nascita di Mitra,
il Dio Sole, che porta la luce, il bene e l'energia sulla Terra.
Per i seguaci della religione di Zarathustra, in particolare, e per la gente persiana, in generale, è un tempo di gioia e di cortesia, di fiducia e di speranza, di forza e onestà, il cui simbolo è il fuoco.
"Yalda" significa "nascita" e la notte di Yalda, che coincide con il primo giorno del solstizio d'inverno, potrebbe chiamarsi Notte di Natale. E' il Natale per gli zoroastriani. E, siccome la notte più lunga dell'anno prelude al progressivo aumento della luce, la notte di Yalda simboleggia il trionfo del Dio Sole, Mitra, sulle tenebre.
Il culto del Dio Sole fu portato in Iran da migranti Arii e rimase come potente entità divina nei secoli successivi. Nell'età degli Achemenidi divenne una divinità fondamentale, come Ahura Mazda, Dio del Bene, e Anahita, Dea della Fertilità e dell'Acqua.
Imparai queste cose negli anni in cui vivevo in Persia. Si tratta di materia antichissima e amplissima, per la cui conoscenza occorrono testi religiosi, filosofici e storici. Stasera voglio solo parlare della mia esperienza personale in un Paese in cui all'epoca era possibile farla.
La notte del Solstizio d' Inverno sembra far parte di quello che Jung chiamava "l'inconscio collettivo", e infatti miti simili e talvolta quasi identici si trovano un po' dovunque. In Persia me la descrissero come una notte di magia e di mistero, in cui vegliare abbandonandosi a racconti di vicende remote ed enigmatiche, tra gli affetti familiari e amicali, immersi nella luce delle candele e nei colori della frutta. Perché i frutti della terra sono il cibo di questa festa.

Rossa anguria con arance e mele e pere... e, soprattutto, la melagrana che è un frutto divino nello Zoroastrismo, perché nell'involucro della buccia ci sono tutti quei delicati rossi semi che mostrano l' unità dell'umanità.