Le virtù nella Bhagavad Gita

“Dio, la Persona Suprema, disse:
L’assenza di paura, la purificazione
dell’esistenza, lo sviluppo della conoscenza
spirituale, la carità, il controllo di sé, il
compimento di sacrifici, lo studio dei Veda,
l’austerità, la semplicità,
la non violenza, la veridicità, l’assenza di
collera, la rinuncia, la serenità, l’avversione
per la critica, la compassione verso tutti gli
esseri, l’assenza di cupidigia, la dolcezza,
la modestia, la ferma determinazione,
il vigore, il perdono, la forza morale,
la purezza, la libertà dall’invidia e
dalla sete di onori -
queste sono qualità trascendentali, proprie
degli uomini virtuosi dotati di natura divina,
o discendente di Bharata.”
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Bhagavad Gita, 16, 1-3
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sri-bhagavan uvaca
abhayam sattva-samsuddhir
jnana-yoga-vyavasthitih
danam damas ca yajnas ca
svadhyayas tapa arjavam
ahimsa satyam akrodhas
tyagah santir apaisunam
daya bhutesv aloluptvam
mardavam hrir acapalam
tejah ksama dhritih saucam
adroho nati-manita
bhavanti sampadam daivim
abhijatasya bharata
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Il Sanscrito parola per parola:
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sri-bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema, disse;
abhayam: assenza di paura;
sattva-samsuddhih: purificazione dell’esistenza individuale;
jnana: conoscenza; yoga: del legame;
vyavastitih: la situazione; danam: carità;
damah: controllando la mente; ca: e;
yajnah: compimento di sacrificio; ca: e;
svadhyayah: studio della letteratura vedica;
tapah: austerità; arjavam: semplicità;
ahimsa: non violenza; satyam: veridicità;
akrodhah: libertà dalla collera;
tyagah: rinuncia; santih: tranquillità;
apaisunam: avversione per la critica;
daya: misericordia; bhutesu: verso tutti gli esseri viventi;
aloluptvan: libertà dall’avidità; mardavam: gentilezza;
hrih: modestia; acapalam: determinazione;
tejah: vigore; ksama: perdono;
dhritih: forza morale; saucam: purezza;
adrohah: libertà dall’invidia; na: non;
ati-manita: sete di onori; bhavanti: sono;
ampadam: le qualità; daivim: la natura trascendentale;
abhijatasya: di chi è nato da; bharata: o discendente di Bharata.
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La Bhagavad Gita, il Canto del Beato, è un antichissimo sacro testo poetico dell’Induismo, 700 versi di universale bellezza e saggezza nello sconfinato Mahabharata.
Testi dal sito: Hare Krishna Italia - qui
Beatitudine
"I nostri nettari si unirono come un singolo elisir...
Il Sé e l'altro dissolvendosi in una sfolgorante coscienza...
L'innata beatitudine sorgendo come l'assoluta apertura della Grande Espansione...
Guarda nella intrinseca freschezza del tuo desiderio e là troverai la luce infinita".
La dakini Yeshe Tsogyal

The divine couple in Tantric Buddhism:
Samantabhadra and Samantabhadri
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da Ian A, Baker, L'arte tibetana della salute, Mondadori, pag 181
immagine da Tantric Buddhism
BUDDHA della MEDICINA
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Il Buddha della Medicina è la manifestazione dell'idea del "guaritore divino" ed è conosciuto come Re della Luce dell'Acquamarina per la luce bluazzurra che emana dal suo corpo, la luce che dissolve il buio dei turbamenti psichici e dei mali fisici.
Il Dalai Lama afferma che "la medicina tibetana concepisce la salute come un quotidiano risultato di equilibri" ed "è profondamente influenzata dalla pratica e dalla teoria buddhista che evidenziano l'invisibile interdipendenza fra mente, corpo e vigore." E' eccezionale questa visione olistica dell'essere umano considerato nella sua unità di corpo, mente e spirito, una visione che a fatica si sta facendo strada nella medicina ufficiale occidentale.
"Secondo la tradizione tibetana, il Buddha, migliaia di anni fa, nelle vesti di Signore dei rimedi, codificò i fondamenti della medicina tibetana nel cosiddetto Gyushi, ovvero i Quattro Tantra Medici. Nel diciassettesimo secolo Sangye Gyamtso, reggente del Quinto Dalai Lama, scrisse un commento al Gyushi chiamato il Berillo Blu, da lui stesso poi illustrato con una serie di straordinari dipinti che esprimevano l'approccio del Buddismo tibetano alla salute, alla guarigione, alla spiritualità."
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MANDALA del BUDDHA della MEDICINA
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Palace of Buddha Bhaisajyaguru, Master of Remedies
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Nel mandala il Buddha è circondato da divinità e da saggi, da pietre preziose medicamentose e da piante medicinali. Il palmo della mano destra, rivolto in avanti, simboleggia la protezione. Lo stelo nella mano è il frutto dell'albero del mirabolano (ciliegio-susino), considerato la pianta curativa più potente. "Nella mano sinistra tiene una ciotola contenente tre tipi di ambrosia: il nettare che cura la malattia e fa risorgere i morti; il nettare che contrasta l'azione; e il nettare che mai si esaurisce, che illumina la mente e accresce la comprensione."
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Medical Thangka No.1 of the Blue Beryll
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"Il Guaritore Supremo, il Re della Luce Acquamarina, entrò nello stato meditativo con raggi di luce multicolore che emanano dal suo cuore in tutte le dieci direzioni, dissolvendo la corruzione spirituale di tutti gli esseri viventi e componendo i disturbi provocati dall'ignoranza. Poi, disegnando i raggi di luce di ritorno al suo cuore, la magica forma del Buddha Rigpa Yeshe si produsse nella sua mente. Mentre appariva nel cielo davanti a lui, egli così implorava il Guaritore Sovrano: 'O Signore. Poiché desideriamo ottenere questo dono per la salvezza nostra e di altri, come possiamo apprendere gli insegnamenti orali sulla scienza della guarigione?'"
Il Tantra del Cuore di Ambrosia
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Palace of Buddha Bhaisajyaguru - Master of Remedies
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"Oltrepassando i limiti dell'intelletto, la naturale radiosità della mente si manifesta da sé. Senza filosofeggiare, senza incollarsi, guarda nell'essenza della mente del Buddha che si manifesta!"
Tantra della Lampada Segreta
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Immagini: 1. "The Medicine Buddha," is copyright by Robert Beer, and distributed by Wisdom Books, London. QUI - 2. Palace of Buddha Bhaisajyaguru, Master of Remedies. QUI -3. Medical Thangka No.1 of the Blue Beryll. QUI - 4. Palace of Buddha Bhaisajyaguru - Master of Remedies.QUI .
Citazioni dal testo: Ian A. Baker, L'arte tibetana della salute, Mondadori, pagg. 7; 13; 15; 16; 164.

Buddha della Compassione Universale
Cenresig è il nome in tibetano, Avalokiteshvara in sanscrito. Alla lettera significa "Occhi amorevoli" e " Colui i cui occhi guardano tutti". E' l'incarnazione dell'amore e della compassione universale di tutti i Buddha. "Anche se in Tibet Cenresig è di genere maschile, l'archetipo abbraccia il sacro principio femminile insieme a quello maschile." (1)
Cenresig, divinità suprema protettrice del Tibet, è il Bodhisattva che si manifesta nel Dalai Lama.

OM MANI PADME HUM
E' il mantra tibetano esasillabico dell'amore e della compassione, che in sanscrito suona "Om Mani Padma Hum", che alla lettera significa "Il gioiello nel loto".
La prima immagine, seduta in vajrasana (asana del diamante), ha quattro braccia. Due mani sono unite nel gesto della reverenza.Un braccio regge il mala e l'altro il fiore di loto.
La seconda immagine è Avalokiteshvara dalle undici teste e dalle mille braccia.

Il Sutra del Diamante

Tutti i fenomeni composti sono come un sogno,
un fantasma, una goccia di rugiada, la luce di un lampo.
Ecco come meditare sui fenomeni,
ecco come osservarli.
Gatha alla fine del Sutra del Diamante

"Questo sutra dovrebbe essere chiamato 'Il Diamante che Recide l'Illusione', poiché ha la capacità di recidere tutte le illusioni e le contaminazioni mentali, sino a portarci sulla sponda della liberazione. ..." - rispose il Buddha.
"Solo al di là dell'essere e del non-essere, nel puro vuoto dell'assenza di concetti, è possibile percepire la vera natura delle cose e dire, con Subhuti, che il Buddha non ha nulla da insegnare." (da Il Diamante che recide l'Illusione di Thich Nhat Hanh).
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In queste idee filosofiche sento risonanze estreme, al limite dell'indicibile e dell'irriconoscibile. E ne sono attratta come da qualcosa di molto familiare. Nulla di magico, solo sensazioni.
Immagini: 1. Frontespizio del libro stampato più antico al mondo. Il libro contiene la traduzione del testo buddhista "Il Sutra del Diamante", composto probabilmente nel IV secolo d.C. e stampato in Cina nell'anno 868 d.C. . Oggi è conservato nel British Library. Fu ritrovato the nella provincia Nord-Ovest nel 1907, a Dunhuang Caves. qui. 2. Wooden book cover for the Diamond Stura, coated with gold leaf. Tibet, 16th century. Because gold can be hammered so thin, gold leaf makes possible gold-covered objects in a way that is unlike any other metal. Norton Simon Museum