Venezia
Oro d'Inverno

Fine anno lucente nell'aria limpida di freddo settentrionale. Venezia splende come non mai emanando toni azzurrini e rosati. Amori e armonie si rincorrono per calli e campielli, lungo i bagliori madreperlacei di rii e canali.


Non è morto con te il magico mondo dove il ricordo trattiene i momenti eterni delle nostre vite. Come in sogno tremolano le immagini e i suoni, gli odori e gli affetti dei giorni vissuti che si dilatano nel silenzio. "E la morte non avrà dominio".
Del Sublime [3]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ
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Pseudo-Longino e la poesia di Saffo
X. 1. [...] Così Saffo; le passioni che accompagnano il delirio amoroso, essa le ricava di volta in volta dagli effetti collaterali e dall'evidenza stessa. Ma dove essa dimostra la sua bravura? Quando ha la capacità di scegliere i più elevati e i più tesi di quegli effetti, e a connetterli tra loro: 2.
Mi sembra uguale agli dei
l'uomo che ti siede dinanzi
e vicino ti ascolta
che dolce parli
e desiderabile sorridi. Questo
fin dentro il petto sconvolge il mio cuore:
appena ti guardo, la voce
mi vien meno;
mi si spezza la lingua, sottile
improvviso il cuore mi corre sotto la pelle;
con gli occhi non vedo più nulla,
gli orecchi mi rombano.
Mi cola il sudore, un tremito
mi prende tutta, e son più pallida dell'erba.
Già quasi vicino a morire,
senza respiro io sembro.
Ma tutto bisogna sopportare, perché...
3. Non provi meraviglia come in una sola volta essa vada ricercando l'anima sua, il corpo, l'udito, la lingua, gli occhi, la pelle, quasi fosse a lei estranea e dispersa in ogni parte? Che in una sequenza di opposizioni essa geli e nel contempo bruci, sragioni e recuperi il senno (infatti essa è in preda all'angoscia, e poco manca che sia morta), in modo che una sola passione traspare in lei, ma un accavallarsi di passioni? Tutti i fatti come questi capitano a chi ama; ma la scelta, come ho detto, degli elementi più incisivi e la loro riunione in un medesimo quadro ha realizzato l'eccezionale. [...]
Del Sublime [2]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ
"quel che è straordinario conduce chi ascolta non alla persuasione, ma a uno stato di estasi"

I. 3. [...] ciò che è sublime consiste per così dire nell'altezza e nell'eccezionalità del discorso [...] 4. Infatti quel che è straordinario conduce chi ascolta non alla persuasione, ma a uno stato di estasi: comunque ciò che provoca meraviglia con quanto mira a sbigottire l'ha sempre vinta sulla persuasione e su quanto vuol crearci piacere, poiché l'opera di persuasione dipende per lo più da noi, mentre quel che è straordinario, apportando al discorso una forza sovrana e invincibile, dall'alto domina l'ascoltatore. [...] Il sublime, invece, quando al giusto momento prorompe, riduce ogni cosa in briciole, come una folgore, e subito mette a fuoco, nella sua interezza, la forza dell'oratore. [...]
Pseudo-Longino, Del Sublime (I sec. d. C.)
Del Sublime [1]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ
"Il sublime è l'eco di un alto sentire"

IX 1. Nondimeno, poiché la prima fonte del sublime (vale a dire una innata grandezza d'animo) ha, rispetto alle altre, il ruolo più importante, è necessario per quanto possibile - benché si tratti di un dono di natura piuttosto che di un qualcosa di acquisito - elevare le anime alla grandezza, e renderle abitualmente, per così dire, gravide di nobili slanci. 2. "In che modo?" potresti chiedermi. Ho scritto a un dipresso, anche in altro luogo: "Il sublime è l'eco di un alto sentire". Per questo talora il nudo pensiero, privato anche della parola, è ammirato per se stesso, a causa del suo alto sentire; si veda il silenzio di Aiace nella Nekya (Odissea, XI, canto dell'evocazione dei morti), grande e più sublime di qualsiasi discorso.
Pseudo-Longino, Del Sublime (I sec. d. C.)