convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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domenica, 23 settembre 2007

AUTUNNO

Oggi il Sole incontra l'Equatore Celeste alle ore 09:51 del Tempo Universale: finisce l'Estate e comincia l'Autunno.

La Terra nella sua orbita intorno al Sole fa sì che il Sole sembri muoversi nella Sfera Celeste  sull'Eclittica ( rosso ), che è inclinata sull'Equatore ( blu ). >>>qui<<<

*

02_settembre 2007_Mugello

 Luce di quasi autunno sul Mugello sul finire dell'estate astronomica.

*

[ Ripasso dell'argomento per me stessa. ]

Eclittica

L'eclittica è un cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l'anno.

L'eclittica interseca l'equatore celeste in due punti (nodi) chiamati:

Punto vernale (g) (o punto gamma o punto di Ariete) che è il nodo ascendente. Il Sole passa per il punto vernale nel momento dell'equinozio di primavera "salendo" all'emisfero celeste settentrionale.

Punto della Bilancia (W) è il nodo discendente. Il Sole vi transita al momento dell'equinozio autunnale "scendendo" nell'emisfero celeste australe.

Il punto vernale viene scelto come origine dell'ascissa sferica nel sistema equatoriale e nel sistema eclitticale, e come punto di riferimento per il tempo siderale.

La disposizione particolare dell'eclittica sulla sfera celeste dipende dalla dall'orbita della Terra attorno al Sole e dall'inclinazione del piano dell'equatore rispetto ad essa. L'angolo tra i due piani è chiamato obliquità dell'eclittica.

Assi, poli ed equatore

Osservando il movimento dei corpi celesti, sembra che essi si muovano da EST a OVEST attorno a due punti fissi, chiamati polo nord celeste (N') e polo sud celeste (S'). Si chiama asse del mondo la retta che congiunge i due poli celesti. E' come se la sfera celeste ruotasse attorno a questo asse. Tale movimento dipende in realtà dal movimento di rotazione della Terra da OVEST verso EST attorno all'asse terrestre. Quest'ultimo incontra la superficie della Terra in due punti: polo nord terrestre (N) e polo sud terrestre (S).

L'asse del mondo e l'asse terrestre coincidono e quindi i poli celesti e terrestri sono allineati tra loro.

Il punto medio del segmento che congiunge i poli terrestri è il centro della Terra.

Il piano perpendicolare all'asse terrestre interseca la superficie della Terra determinando un cerchio massimo chiamato equatore terrestre. Esso divide la Terra in due emisferi (settentrionale o boreale dalla parte del polo nord e meridionale o australe dalla parte del polo sud).

Se estendiamo il piano dell'equatore fino ad intersecare la sfera celeste, su di essa si determina un cerchio massimo detto equatore celeste.

L'asse del mondo e l'equatore celeste rappresentano la direzione e il piano fondamentali per il sistema di coordinate equatoriali e per il sistema orario.

da ECLITTICA nel sito: www.vialattea.net

 
postato da: harmonia alle ore 11:58 | link | commenti (1)
categorie: natura, vita, diario, astronomia, terra, immagini dal web, fotografie mie
martedì, 18 settembre 2007

Vaga Bellezza

42_settembre 2007_rosa 2

E' dolce in una solitudine silenziosa contemplare nell'ultimo fulgore di una rosa la natura sovrasensibile della Bellezza che si effonde con il suo carattere sublime e inconoscibile.  Che cos'è la bellezza, che cos'è che definiamo bello? Nessuno può dirlo in assoluto, ma ogni vivente dentro di sé può riconoscere la Bellezza ogni volta che l'attinge.

postato da: harmonia alle ore 17:13 | link | commenti (4)
categorie: fiori, riflessioni, diario, bellezza, fotografie mie
lunedì, 10 settembre 2007

di Edmund Burke

La Bellezza come "qualità sociale"

Marie Spartali Stillman_Il giardino incantato di Messer Ansaldo_1889

"Perciò l'oggetto di questa passione complessa che chiamiamo amore è la Bellezza del sesso. Gli uomini sono attratti dal sesso in genere come tale, e in base alla legge comune della natura, ma sono attratti verso individui particolari dalla loro bellezza personale. Chiamo la Bellezza una qualità sociale, perché quando gli uomini e le donne, e non solo essi, ma anche altri animali, ci danno un senso di gioia e di piacere a guardarli ( e vi sono molti in grado di darlo ), ci ispirano sentimenti di tenerezza e di affetto verso le loro persone; ci piace allora averli vicini, ed entriamo volentieri in rapporto con loro, a meno che non abbiamo forti ragioni per fare il contrario."

Evelyn De Morgan_The Garden of opportunity_1892

*

Edmund Burke, Ricerca filosofica sull'origine del Sublime e del Bello, I, 10.

postato da: harmonia alle ore 09:36 | link | commenti (3)
categorie: amore, arte, filosofia, bellezza, preraffaelliti, burke
domenica, 02 settembre 2007

di Percy Bysshe Shelley

INNO ALLA BELLEZZA INTELLETTUALE

Caspar Davd Friedrich_Sera con nuvole_1824

I

La terribile ombra d'un invisibile Potere fluttua
   in mezzo a noi, benché non vista - e visita
   questo svariato mondo con incostante ala,
come le brezze dell'estate che strisciano di fiore in fiore.
Come raggi di luna che dietro una montagna fitta di pini scrosciano,   5
       visita con sguardo incostante
       il cuore e il volto di ogni uomo;
come colori e armonie la sera,
       come nuvole disperse nel chiarore delle stelle,
       come il ricordo d'una musica fuggita,                                         10
       come qualcosa che per sua grazia possa
essere cara, e tuttavia più cara per il suo mistero.

II

Spirito di BELLEZZA, che consacri
   coi tuoi colori ogni pensiero e ogni forma
   umana su cui splendi - dove te ne sei andato?                                 15
perché trascorri e lasci il nostro stato,
questa oscura e vasta valle di lacrime, deserta e desolata?
       Chiedi perché per sempre il sole
       non tessa arcobaleni sul torrente,
       perché quello che appare, scolori e si dissolva, -                         20
       perché paura e sogno e morte e nascita
       sulla giornata della terra gettino
       un'ombra tale, - e all'uomo venga dato
tanto d'amore e d'odio, e di sconforto e di speranza?

III

Da mondi più sublimi nessuna voce ha mai                                         25
   dato ai poeti o ai saggi la risposta -
   perciò i nomi di Dio, dei demoni e del Cielo,
non sono che tracce del loro vano sforzo, incanti fragili,
che recitati non aiutano a staccare
       da tutto quello che sentiamo e vediamo                                       30
       il dubbio, il caso e la mutevolezza.
Soltanto la tua luce - come una nebbia sopra i monti,      
       o musica che il vento della notte
       manda attraverso uno strumento immoto,
       o il chiaro della luna sulle acque,                                                 35
dà grazia e verità al sogno inquieto della vita.

IV

Speranza, Amore, e Orgoglio, passano come nuvole e ritornano,
   per qualche incerto attimo concessi.
   L'uomo sarebbe immortale, e onnipotente,
se tu, ignota e terribile, fissassi                                                            40
col tuo glorioso seguito dimora nel suo cuore.
       Tu messaggero degli affetti
       che crescono e declinano negli occhi degli amanti -
tu - che alimenti il pensiero umano,
       come l'oscurità una fiamma morente!                                           45
       non ti partire come la tua ombra venne,
       non ti partire - o la tomba sarà
come la vita e la paura, un'oscura realtà.

V

Fanciullo ancora, andavo in cerca di spettri e attraversavo
   fugace stanze vigili, rovine e anfratti,                                                50
   e boschi al chiarore delle stelle, con timorosi passi perseguendo
speranze d'alto conversar coi morti.
E invocavo i nomi velenosi che nutrono la nostra giovinezza;
       non fui ascoltato - non li vidi - quando,
       mentre ero assorto sul destino                                                     55
del vivere, nel dolce tempo in cui i venti corteggiano       
       tutte le cose vive che si destano per recare
       nuove gemme e fiori, - all'improvviso,
       la tua ombra cadde sopra di me;
io detti un grido, e giunsi le mani in rapimento!                                    60

VI

Allora feci il voto di consacrare le mie forze
   a te e a ciò che t'appartiene - non l'ho mantenuto?
   Con cuore palpitante e occhi in lacrime, adesso
dai loro taciti sepolcri invoco
i fantasmi di mille ore, che in pergolati chiari di visioni,                          65
       d'ardente studio o dilettoso amore,
       hanno vegliato con me l'invida notte -
e sanno che mai gioia illuminò questa mia fronte
       non giunta alla speranza che tu avresti liberato il mondo
       dalla sua oscura schiavitù                                                             70
       che tu - terribile SPLENDORE,
avresti dato ciò che la parola non può esprimere.

VII

 Il giorno diventa più solenne e più sereno,
   trascorso il meriggio - c'è un'armonia
   in autunno, e una luce nel suo cielo,                   75
che nell'estate non si sente e non si vede,
come se non potesse esserci, come se non ci fosse stata!
       Così il tuo potere, che come la verità
       della natura sulla mia inerte giovinezza
discese, alla mia vita d'ora innanzi doni                   80
       la sua calma - a uno che ti adora,
       e venera le forme in cui sei infuso,
       e che i tuoi incanti, SPIRITO bello, spinsero
a temere se stesso, e amare tutti gli uomini.

 Caspar David Friedrich_Monaco di fronte al mare_1808-1809

*

"AWFUL", terribile, ha certamente il senso arcaico di ciò che ispira una meraviglia o un timore reverenziale. 

Percy Bysshe Shelley, Opere, pagg. 53-57 - QUI . - Testo originale :QUI. - Immagini: Caspar David Friedrich. (dal WEB). 

sabato, 01 settembre 2007

di Percy Bysshe Shelley

OZYMANDIAS

Incontrai un viaggiatore di ritorno da una terra antica,
che disse: "Due immense gambe di pietra, senza tronco,
s'ergono nel deserto...Vicino sulla sabbia,
e il labbro corrucciato, e il sogghignodi gelido comando,
dicono che il suo scultore lesse accuratamente le passioni
che ora, impresse su quelle cose inerti, sopravvivono
alla mano che le imitò, e al cuore che le alimentava;
e sul piedestallo, queste parole appaiono:
"Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re,
guardate le mie Opere, o voi Potenti, e disperatevi!"
Nient'altro resta. Il colossale Rudere
si disfa, e attorno sconfinate spoglie
le solitarie e uniformi sabbie si stendono lontano".

* 

OZYMANDIAS.

[Published by Hunt in “The Examiner”, January, 1818]

I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert...Near them, on the sand,
Half sunk, a shattered visage lies, whose frown,
And wrinkled lip, and sneer of cold command, 5
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamped on these lifeless things,
The hand that mocked them, and the heart that fed:
And on the pedestal these words appear:
‘My name is Ozymandias, king of kings: 10
Look on my works, ye Mighty, and despair!’
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare
The lone and level sands stretch far away.

*

Percy Bysshe Shelley, Opere, pag 71 QUI  .Testo originale:

Percy Bysshe Shelley, The Complete Poetical Works - Immagine: Caspar David Friedrich, Eldena Ruin_1825_Staatliches Lindenau Museum, Berlin
postato da: harmonia alle ore 06:57 | link | commenti (3)
categorie: poesia, arte, shelley, immagini dal web, caspar david friedrich