di Percy Bysshe Shelley
LA MUTEVOLEZZA

Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte;
così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono, striando
l'oscurità radiosamente! - eppure subito
la notte si richiude attorno, e le cancella:
o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde
rendono a ogni vario soffio del vento una risposta varia,
alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta
un tono o una modulazione pari all'ultimo.
Noi riposiamo - e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno.
Ci alziamo - e un pensiero errante può inquinare il giorno,
Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo,
ci disperiamo, o gettiamo via ogni affanno:
è tutto uguale! - Sia una gioia o un dolore,
la via della sua dipartita è sempre aperta:
l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani;
niente al mondo può durare, eccetto la Mutevolezza.
*
MUTABILITY
[Published with “Alastor”, 1816.]
We are as clouds that veil the midnight moon;
How restlessly they speed, and gleam, and quiver,
Streaking the darkness radiantly!—yet soon
Night closes round, and they are lost for ever:
Or like forgotten lyres, whose dissonant strings 5
Give various response to each varying blast,
To whose frail frame no second motion brings
One mood or modulation like the last.
We rest.—A dream has power to poison sleep;
We rise.—One wandering thought pollutes the day; 10
We feel, conceive or reason, laugh or weep;
Embrace fond woe, or cast our cares away:
It is the same!—For, be it joy or sorrow,
The path of its departure still is free:
Man’s yesterday may ne’er be like his morrow; 15
Nought may endure but Mutability.
*
E' il dominio della Mutevolezza che unica sembra partecipare dell'eternità. Sarà poi la Nuvola, "la figlia della Terra e dell'Acqua, la pupilla del Cielo", l'essere che "si trasforma ma non può morire". E nella Sensitiva dirà che "per l'amore, e la bellezza, e la gioia,
non c'è morte né cambiamento".
*
Percy Bysshe Shelley, Opere, EinaudiCollana: Biblioteca della Pleiaden. 16 - Pagine CXX-1856 - Formato 10x17,5 - Anno 1995 - EAN13 9788844600273 - Argomenti: Letteratura inglese, Poesia, Classici inglesi. Questo è il libro da cui traggo le traduzioni delle poesie di Shelley. Esaurito. QUI .
Link: Percy Bysshe Shelley, The Complete Poetical Works - Immagine: Caspar David Friedrich, Drifting Clouds_c. 1820_Kunsthalle, Hamburg
di Percy Bysshe Shelley
I DUE SPIRITI: UN'ALLEGORIA

PRIMO SPIRITO
O Tu, che sulle ali di una forte passione,
vorresti fluttuare sopra la Terra - attento!
Un'ombra insegue il tuo volo di fuoco -
la notte sta venendo!
Splendide sono le regioni eteree
e quando i venti e i raggi [...]
sarebbe una gioia errare lassù -
la notte sta venendo!
SECONDO SPIRITO
In alto splendono le stelle eterne;
se voglio attraversare l'ombra della notte
dentro il mio cuore c'è la torcia dell'amore,
e questa è il giorno!
Sorriderà la luna soavemente
sulle mie ali d'oro, dovunque esse si muovano;
le meteore indulgeranno attorno al mio volo
facendo della notte il giorno.
PRIMO SPIRITO
Ma se i turbini delle tenebre destano
grandine e lampi e pioggia tempestosa -
vedi, i confini dell'aria sono scossi,
la notte sta venendo!
Le rosse svelte nuvole dell'uragano
quel declinante sole hanno raggiunto,
il crepitare della grandine passa veloce sulla piana -
la notte sta venendo!
SECONDO SPIRITO
Io vedo la luce, e sento il suono -
veleggerò sul fiotto della tempesta oscura
con la calma dentro e attorno la luce
che fa della notte il giorno;
e tu, quando le tenebre saranno profonde e complete,
guarda dalla tua terra, opaca e torbida -
e scorgerai il mio volo, simile a quello della luna,
su in alto, lontano.
*
Dicono alcuni che c'è un precipizio
dove un vasto pino assiderato sta per rovinare
su cumuli di nevi e baratri di ghiaccio
fra le montagne alpine:
e che la languente tempesta, inseguendo
quella forma alata, vola per sempre
attorno ai suoi rami imbiancati, rinnovando
le sue sorgenti aeree.
Dicono alcuni che quando le notti sono asciutte e chiare,
e le rugiade velenose dormono sulla palude,
il viandante sente dolci sussurri
che fanno della notte il giorno -
e una figura argentea, come il suo primo amore, passa
in alto spinta dalla sua selvaggia e scintillante chioma:
e quando si risveglia sull'erba fragrante
s'accorge che la notte è giorno.
*
[Published by Mrs. Shelley, “Posthumous Poems”, 1824.]
FIRST SPIRIT:
O thou, who plumed with strong desire
Wouldst float above the earth, beware!
A Shadow tracks thy flight of fire—
Night is coming!
Bright are the regions of the air, 5
And among the winds and beams
It were delight to wander there—
Night is coming!
SECOND SPIRIT:
The deathless stars are bright above;
If I would cross the shade of night, 10
Within my heart is the lamp of love,
And that is day!
And the moon will smile with gentle light
On my golden plumes where’er they move;
The meteors will linger round my flight, 15
And make night day.
FIRST SPIRIT:
But if the whirlwinds of darkness waken
Hail, and lightning, and stormy rain;
See, the bounds of the air are shaken—
Night is coming! 20
The red swift clouds of the hurricane
Yon declining sun have overtaken,
The clash of the hail sweeps over the plain—
Night is coming!
SECOND SPIRIT:
I see the light, and I hear the sound; 25
I’ll sail on the flood of the tempest dark
With the calm within and the light around
Which makes night day:
And thou, when the gloom is deep and stark,
Look from thy dull earth, slumber-bound, 30
My moon-like flight thou then mayst mark
On high, far away.
...
Some say there is a precipice
Where one vast pine is frozen to ruin
O’er piles of snow and chasms of ice 35
Mid Alpine mountains;
And that the languid storm pursuing
That winged shape, for ever flies
Round those hoar branches, aye renewing
Its aery fountains. 40
Some say when nights are dry and clear,
And the death-dews sleep on the morass,
Sweet whispers are heard by the traveller,
Which make night day:
And a silver shape like his early love doth pass 45
Upborne by her wild and glittering hair,
And when he awakes on the fragrant grass,
He finds night day.
Percy Bysshe Shelley, Opere, EinaudiCollana: Biblioteca della Pleiaden. 16 - Pagine CXX-1856 - Formato 10x17,5 - Anno 1995 - EAN13 9788844600273 - Argomenti: Letteratura inglese, Poesia, Classici inglesi. Questo è il libro da cui traggo le traduzioni delle poesie di Shelley. Esaurito. QUI .
Link: Percy Bysshe Shelley, The Complete Poetical Works - Immagine: Caspar David Friedrich, Uomo e donna che contemplano la luna.
di Percy Bysshe Shelly
Sera d'estate in un cimitero
Lechlade, Gloucestershire

Il vento ha spazzato dalla vasta atmosfera
ogni vapore che oscurava il raggio del tramonto;
e pallida la sera allaccia le sue radiose chiome
in trecce ora più fosche attorno agli occhi languidi del giorno:
Crepuscolo e Silenzio, invisi agli uomini,
La mano nella mano avanzano furtivi da quell'oscura valle.
Spirano i loro incanti verso il giorno che diparte,
circondano la terra, l'aria, le stelle e il mare;
luce, rumore e moto riconoscono il possente impero,
e rispondono alla magia, ognuno con il proprio mistero.
I venti sono immobili, o l'erba secca sulla torre della chiesa
ignora il loro delicato movimento mentre passano.
E anche tu, aerea Massa! i cui pinnacoli si slanciano
da un unico altare come piramidi di fuoco,
obbedisci in silenzio ai loro dolci, solenni incantesimi,
vestendo in tinte eteree la tua lontana e oscura guglia,
attorno alla cui cima sempre più vaga e indistinta
si raccolgono fra le stelle le nubi della notte.
Dormono i morti nelle loro tombe: e, mentre dormono
e si dissolvono, un agghiacciante suono, in parte
sentito, in parte del pensiero, si muove fra le ombre sospirato
dai loro letti verminosi attorno a tutto ciò che vive,
e confondendosi con la tranquilla notte e il muto cielo,
la sua tremenda calma si sente non udita.
Resa così solenne e lieve, la morte è mite,
senza terrori come questa notte serenissima:
qui io potrei sperare, come un fanciullo curioso
che gioca fra le tombe, che la morte nasconda all'occhio umano
dolci segreti, o che accanto al suo sonno inane
i sogni più leggiadri veglino eternamente.
*
A summer evening churchyard
Lechlade, Gloucestershire
[Composed September, 1815. Published with “Alastor”, 1816.]
The wind has swept from the wide atmosphere
Each vapour that obscured the sunset's ray;
And pallid Evening twines its beaming hair
In duskier braids around the languid eyes of Day:
Silence and Twilight, unbeloved of men,
Creep hand in hand from yon obscurest glen.
They breathe their spells towards the departing day,
Encompassing the earth, air, stars, and sea;
Light, sound, and motion own the potent sway,
Responding to the charm with its own mystery.
The winds are still, or the dry church-tower grass
Knows not their gentle motions as they pass.
Thou too, aëreal Pile! whose pinnacles
Point from one shrine like pyramids of fire,
Obeyest in silence their sweet solemn spells,
Clothing in hues of heaven thy dim and distant spire,
Around whose lessening and invisible height
Gather among the stars the clouds of night.
The dead are sleeping in their sepulchres:
And, mouldering as they sleep, a thrilling sound,
Half sense, half thought, among the darkness stirs,
Breathed from their wormy beds all living things around,
And mingling with the still night and mute sky
Its awful hush is felt inaudibly.
Thus solemnized and softened, death is mild
And terrorless as this serenest night:
Here could I hope, like some inquiring child
Sporting on graves, that death did hide from human sight
Sweet secrets, or beside its breathless sleep
That loveliest dreams perpetual watch did keep."
*
Il mio primo libro di poesie di Shelley si aprì a caso alla pagina di questa poesia. Fu l'inizio di una fascinazione che dura tuttora. Fu la scoperta della poesia cimiteriale e del gotico tra la seconda metà del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, appena prima del romanticismo.
Traduzione da: Shelley, Opere, Einaudi - Gallimard, pagg. 7-9 - Link: Percy Bysshe Shelley, The Complete Poetical Works - Caspar David Friedrich, Abbazia nel querceto.
dal Rg Veda
A Prthivi (la Terra)

1 Sì, è così: tu porti, o Terra, il peso delle montagne, tu che vivifichi il suolo, o ricca di alture, con la tua grandezza, o grande!
2 Canti di lode risuonano verso di te durante le notti, o vagante, che scagli il tuo flusso fecondatore come uno stallone il suo seme accompagnato dal nitrito, o argentea!
3 Tu sei colei che, con la tua forza, sostieni saldamente i grandi alberi sulla tua superficie, quando risplendono per te i lampi della tua nube e piovono dal cielo le piogge.

Prthivi, la Terra Madre in coppia col dio Dyaus Pitar, è l'antichissima visione femminile della natura nella storia religiosa indiana. In India sono dee le montagne, le foreste, le piante, i fiumi e quasi tutti gli aspetti dell'ambiente naturale. L'inno rende palpabile la personificazione della Terra che appare come un organismo in cui ogni elemento è strettamente correlato, in accordo con la recente ipotesi scientifica che ha nome Gaia.
La germinazione della vita, la crescita, la morte, la rigenerazione sono in armonia con le leggi cosmiche e le dee manifestano la potenza primaria della natura in cui ogni elemento è in simbiotica relazione.
Scrive Raimon Panikkar: "Il culto rivolto alla terra non è simile all'adorazione rivolta a una creatura come fosse un assoluto; cioè non è idolatria. E' piuttosto la venerazione del valore più alto nella gerarchia dell'esistenza, perché 'senza dubbio questa terra è la primogenita dell'essere'. La terra come tale è ricca e possiede tesori. Il lavoro dell'uomo non è quello di operare un trasferimento di proprietà, spogliando, per così dire, la terra dei suoi beni e trasferendoli al lavoratore. Compito dell'uomo è fruire delle benedizioni della terra, perché la terra è la sua casa, la sua famiglia, il suo corpo."

La mia Terra di Puglia
*
Rgveda. Le strofe della sapienza, a cura di Saverio Sani, Marsilio, pag 172. Raimon Panikkar, I Veda, BUR, pag.163. - Link: Rgveda >>>qui<<< ; Prthivi >>>qui<<< e Dyaus - Prthivi >>>qui<<< ; Terra >>>qui<<< . Immagini: Pianeta: NASA; Italia dal satellite: non me lo ricordo.
di Percy Bysshe Shelly

La Serenata Indiana
Mi sveglio, t'ho sognato
nel primo sonno della notte -
i venti spirano sommessi,
le stelle ardenti splendono.
Mi svegli, t'ho sognato -
ai miei piedi uno spirito
m'ha trasportato - chissà come?
sotto la tua finestra, amore! -
Ecco, le brezze languono
sulla corrente oscura silenziosa -
l'olezzo di champaca si dilegua
come i dolci pensieri di un sogno;
il lamento dell'usignolo
muore sul suo cuore -
come io devo morire sul tuo,
o amato, o così amato!
Oh, sollevami dall'erba!
io muoio, languo, svengo!
Piova il tuo amore in baci
sulle mie labbra e sulle mie pallide palpebre.
Ah, la mia guancia è fredda e bianca!
Il mio cuore batte forte e rapido.
Stringilo ancora al tuo, ti prego,
dove si spezzerà alla fine.

The Indian Serenade
I arise from dreams of thee
In the first sweet sleep of night,
When the winds are breathing low,
And the stars are shining bright:
I arise from dreams of thee, 5
And a spirit in my feet
Hath led me—who knows how?
To thy chamber window, Sweet!
The wandering airs they faint
On the dark, the silent stream— 10
The Champak odours fail
Like sweet thoughts in a dream;
The nightingale’s complaint,
It dies upon her heart;—
As I must on thine, 15
Oh, beloved as thou art!
Oh lift me from the grass!
I die! I faint! I fail!
Let thy love in kisses rain
On my lips and eyelids pale. 20
My cheek is cold and white, alas!
My heart beats loud and fast;—
Oh! press it to thine own again,
Where it will break at last.

Una passione, estrema fino all'ingenuità, in una notte ardente di stelle, profumata di champaca, languida di sogni. Poesia d'Amore. Una corrispondenza perfetta tra esterno e interno, paesaggio e psiche, natura e sentimento.
"La Luna Stanca"

*
"The Weary Moon". Per Edward Robert Hughes, pittore Pre-Raffaellita, il visionario incanto lunare si manifesta in questo corpo di donna, dea della notte tra riposo e sogno. Potevo non trovare nel mio Shelley un frammento almeno dedicato alla stanchezza della Luna?
ALLA LUNA
Sei pallida per la stanchezza
d'arrampicarti in cielo e guardare sulla terra,
e andar vagando sola
fra le stelle che hanno diversa nascita, -
sempre cambiando, come un occhio senza gioia
che non trova oggetto degno della sua costanza?
Sorella eletta dello Spirito,
che ti contempla finché in te compiange [...]
TO THE MOON
Art thou pale weariness
Of climbing heaven and gazing on the earth,
Wandering companionless
Among the stars that have a different birth, -
And ever changing, like a joyless eye
That finds no object worth its constancy?
Thou chosen sister of Spirit,
That gazes on thee in pities [...]
Percy Bysshe Shelley
*
da Shelley, Opere, Einaudi - Gallimard, pagg. 726-727
The Complete Poetical Works, by Percy Bysshe Shelley: To the Moon .