convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

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Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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lunedì, 23 luglio 2007

di Percy Bysshe Shelley

Eglantine rose

IL VINO DELLE FATE

Sono ubriaco del vino di miele
dell'eglantina, dischiusa dalla luna,
che le fate raccolgono in coppe di giacinto.
I pipistrelli, il ghiro e le talpe
dormono dentro i muri o sotto le zolle erbose
del cortile deserto del castello;
e quando a estate quel vino è versato sulla terra
   o i suoi vapori salgono tra la rugiada,
i loro lieti sogni sono pieni di allegria,
   e, addormentati, essi farfugliano di gioia - ché son poche
   le fate che recano ancora quelle coppe fresche!

John Simmons_Titania

 

Wine of the Fairies

Fragment

I am drunk with the honey wine
Of the moon-unfolded eglantine,
Which fairies catch in hyacinth bowls.
The bats, the dormice, and the moles
Sleep in the walls or under the sward
Of the desolate castle yard;
And when 'tis spilt on the summer earth
   Or its fumes arise among the dew,
Their jocund dreams are full of mirth,
   They gibber their joy in sleep; for few
   Of the fairies bear those bowls so new!

Mi riporta agli umori visionari dell'estrema giovinezza questo Shelley "ubriaco del vino di miele dell'eglantina", quando capitava spesso di abbandonarsi a sogni bucolici, al tempo in cui si leggevano a scuola gli idilli di Mosco e di Teocrito. 

da Shelley, Opere, Einaudi - Gallimard, pagg. 148-149

postato da: harmonia alle ore 19:23 | link | commenti (4)
categorie: poesia, fate, shelley, letteratura europea