dai Navajo
Suoni nell'aria
Il cielo ripete fedelmente
ogni mio suono
e una nuvola lassù
echeggia le mie parole con dolcezza.
Se mi azzittisco, tutt'intorno
è il suono del mio villaggio.
*

*
Canto del ritorno dopo una lunga assenza
Le nuvole indugiavano sul monte, scrosci di pioggia cadevano ai suoi fianchi,
e tutta la terra era splendida.
Ed egli disse alla sua terra: "Aqualani!" ("Salve a te!")
e una forte nostalgia l'invase
fino alle lacrime.
E così cantò:
"Quell'acqua che scorre,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua potente,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua antica,
la mia mente la sta attraversando!"
Un continuum sacro, un sentimento totale del mondo, animato e inanimato. Lo spirito si avvolge in ogni particella dell'insondabile dimensione naturale di cui è parte.
Minn-ni-tanka - Grande Acqua
Il Lago Minnetonka

Dalla mappa emerge una forma singolare per le molte articolazioni della costa (320 km) e delle numerose isole e penisole che creano baie grandi e piccole. E' il lago Minnetonka, uno dei diecimila laghi (li avranno contati bene?) di cui il Minnesota e' fiero, tanto da scriverlo dovunque, a cominciare dalle targhe automobilistiche. A poca distanza da Minneapolis - Saint Paul, in posizione Ovest - Sud Ovest rispetto alle Twin Cities. Dakota, Sioux, Cheyenne, Iowa and Ojibwa abitavano l'area intorno al lago, che loro "minn-ni-tanka" che significa " grande acqua"e da cui deriva Minnetonka. Per loro i boschi lungo le coste erano luoghi di grande energia spirituale, dedicati anche alla sepoltura dei morti, ma soprattutto alla venerazione della natura, della Terra e dei grandi spiriti.
Oggi il cielo si e' rapidamente annuvolato, ma non abbiamo rinunciato all'avventura. Ci piacciono le nuvole e il cielo e ogni colore, compresi i grigi chiari e scuri con qualche sprazzo di celeste cinerino. Dalla barchetta il lago Minnetonka sembra ancora piu' imponente e degno di rispetto, anche per le onde simili a onde marine e per il colore cupo impenetrabile della superficie.

Poco dopo e' arrivata la pioggia, qualche goccia, molte gocce, un rovescio, e tanto vento. Si torna indietro velocemente. Sperimento per la prima volta che le gocce di pioggia, quelle delicate sfere leggere, possono diventare aguzze e pungere come spilli. L'avventura e' salva, e viene vissuta intensamente. A un tratto incontriamo un tuffolo (loon), l'uccello simbolo del Minnesota, animale riservatissimo e difficile da vedere. E' il primo a distanza cosi' ravvicinata: nuota tranquillo fra le onde e la pioggia, mostrando a tratti le bellissime screziature bianche (nella foto non si vede niente, tranne il capo, ma e' una foto ricordo).

Questa sotto e' la mappa usata per la navigazione.

TERRA
Planisferi e rappresentazioni [1]
Mappe e planisferi non sono rappresentazioni del mondo cosi' come e', sono piuttosto superfici piatte su cui vengono riversate descrizioni, visioni religiose o filosofiche o politiche, storie, racconti, e tutto cio' che l'immaginazione, la ragione umane e le attivita' umane possono produrre. L'ultimo stadio, per ora, e' la visualizzazione della sfera terrestre nella rete del Web, con Google Earth, per esempio. Una visione virtuale precisa e trasparente, in cui lo spazio reale con i suoi reali abitanti viene svelato in ogni minimo dettaglio. Che cosa cambia dentro di noi questa fantastica possibilita' di vederci dal di fuori? Che cosa succede nella mia mente quando vedo su un monitor la mia strada, la mia abitazione, la mia terrazza e quali nuove relazioni con il mondo posso prefigurarmi. Attonita meraviglia, innanzitutto. E un viaggio a ritroso, poi, per intravedere gli inizi della nostra umana necessita' di vederci.
Manusyaloka - Visione Jaina del mondo

Manusyaloka (The Human World). Western Rajasthan: late nineteenth century.
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Umar bin Muzaffar Ibn al-Wardi. Kharidat al-'Aja'ib wa Faridat al-Ghara'ib.
(The Pearl of Wonders and the Uniqueness of Things Strange). Late seventeenth century.
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Srid pa'i khor lo (Wheel of Life). Painting on cloth, twentieth century. Tibetan Collection.
LINK: Library of Congress
MISSISSIPPI

Il ponte che porta ad Anoka e' vicinissimo. Qui siamo a poche centinaia di metri da casa: come attraversare la strada e mettere la barchetta nelle acque del grande fiume. Le sorgenti non sono lontane e l'ampiezza e' ancora a misura di Po.

Si risale la corrente a motore rombante e scia spumeggiante. Siamo soli, forse perche' fa ancora freddo. Qualche pescatore qua e la' sulle sponde, qualche bambino, una coppia di "morosi". Scambio di saluti a braccia alzate e roteanti.

Dopo qualche miglio il motore viene spento: sara' la corrente a riportarci a casa, nel massimo silenzio. Fantastico! Ora si vede il mondo che si increspa nelle lievi ondulazioni del vecchio fiume, come lo chiama affettuosamente l'indigeno. Ora si sentono le voci e i suoni degli abitanti del luogo.

Uno spazio di amori primaverili, dove uccelli vari volano o si posano o si immergono, ma tutti in coppia. Questo e' il posto delle aquile calve. C'e' un loro nido molto grande e molto in alto da cui spunta la testa tutta bianca di qualcuno che sembra proprio stia covando un tesoro. Con larghi giri vola intorno l'altra aquila che si posa su un ramo vicino.

Ed e' tutto un andare, nemmeno tanto lentamente, verso casa, subito dopo il ponte che porta ad Anoka, nello scorrere dell'acqua che la luce congiunge al cielo come tutto fosse un'unica rutilante sfera armonica.
Neve in Minnesota

Cosi' nevica da due giorni in Minnesota. Dall'Italia gli amici mi parlano di giornate quasi estive. Oggi c'e' di nuovo il sole anche qui, ma brilla pallido in un cielo lattiginoso difficile da interpretare. Diventera' a mano a mano piu' azzurro o piu' bigio e carico di nuova neve? Queste terre sono lontanissime da entrambi gli oceani e il famoso clima continentale dei libri di geografia imperversa, nonostante il fantastico numero di laghi grandi e piccini e il Mississippi che scorre qui a due passi.

Accade anche in Italia che nevichi in aprile, ma non ricordo una simile abbondanza. Se non altro fa meno freddo che nei giorni scorsi quando era difficile fare pochi passi dalla macchina al coperto senza sentirsi congelare. Ma e' una bella avventura anche zampettare nella neve per raccogliere i giornali lasciati giu' dal giornalaio sul fare dell'alba, e lasciare piccole pozzanghere sul tappetino di casa. L'aria e' pulita e lievemente odorosa, mentre il riverbero della neve illumina di un rosa tenue ogni cosa.

Questa e' la mia finestra che si apre sul sorgere del sole e ogni giorno mi regala un'alba sempre uguale e sempre diversa.
Nuvole in Minnesota

moto ascendente ad libitum

In viaggio verso l'Iowa, nel cielo del Minnesota, sono apparse a me e a 'dolcetta' queste nuvole candide. La piu' grande, tanto immensa quanto leggera, sembrava fare l'imitazione di un tornado (qui di tornadi se ne intendono alla grande tutti quanti). Per miglia e miglia non hanno cambiato forma danzando impercettibilmente davanti a noi sulle pianure sconfinate, appena appena ondulate e non ancora verdi. Quel fanastico continuum a spirale ci sembra lo spirito della natura che si leva dalla terra per congiungerla al cielo, volute di velo bianchissimo verso un perfetto immobile azzurro di cristallo. L'aria e' gelida, nonostante la primavera, e non c'e traccia di foglie sugli alberi o d'erba sui prati, colorati dello stesso indefinibile marrone dell'autunno scorso. Dolcetta e io siamo estasiate dalla lunga meraviglia di colori e forme, e corriamo verso il grande Mississippi che nell'Iowa comincia ad avere dimensioni imponenti con i suoi meandri ampi e popolati di uccelli e castori. Natura e Spirito si compongono nei nostri pensieri che si volgono spoantaneamente all'Universo nella sua totalita' sconosciuta e inaccessibile, ma intuita e desiderata.