Cielo Stellato e Terra

Milky Way over the KOFA mountains Arizona - Richard Payne (Arizona Astrophotography)
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Molte volte ho guardato la Via Lattea nelle notti serene e limpide, nelle campagne estive, sulle montagne invernali, nei deserti aridi e sconfinati, dove fortissima è la sensazione di poterle toccare le stelle solo allungando il braccio. Non ho mai visto, però, l'abbraccio drammatico tra la nostra Galassia e noi, anche se avviene due volte al giorno.
Sotto la volta di un Universo sconosciuto di creazione e distruzione mi sento atomo insignificante di pulviscolo stellare e invincibile scintilla di un'unica essenza. A un tempo. In un incredulo stupore e in una tensione incessante. Tra l'isolamento sterile nella mia realtà individuale e la ricerca dell'identificazione con l'Unità, non-duale e senza forma, di cui hanno parlato i rishi, gli antichi saggi dell'induismo, e il Buddha, tutti i Buddha.
E' consolante la visione dell'unità cosmica, vibrazione totale, in cui ogni dualistica contrapposizione è solo apparenza illusoria. Ma io la contemplo senza potervi accedere, straniata, per quanto potentemente attratta e affascinata.
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Explanation: If sometimes it appears that the entire Milky Way Galaxy is raining down on your head, do not despair. It happens twice a day. As the Sun rises in the East, wonders of the night sky become less bright than the sunlight scattered by our own Earth's atmosphere, and so fade from view. They will only rotate back into view when the Earth again eclipses our bright Sun at dusk. This battle between heaven and Earth was captured dramatically in a digitally enhanced double-exposure over the Kofa Mountains in Arizona, USA in 2003 May. Dark dust, millions of stars, and bright glowing red gas highlight the plane of our Milky Way Galaxy, which lies on average thousands of light years behind Earth's mountains. NASA

In un paesaggio d'amore tra terra e cielo corriamo insieme nel vento di fine inverno. Di nuovo lasciamoci cullare dal riso e dal pianto dei nostri giorni, e attendiamo che si plachino il turbamento e il dolore. Abbandoniamoci alla leggerezza dell'armonia del mondo per ritrovare i nostri antichi slanci verso luminose speranze, sogni chiari, carichi di fiori e frutti.
Vuoto e accogliente come la terra è il mio cuore,
sospeso nella magia senza tempo d'un presente
troppo fragile per diventare eterno.
L'onda che muore a riva è lieve e fugace;
l'adesso è uno scintillio sull'acqua che si rifrange.
Come un volo d'anatre, tutto è subito ricordo.
"Visione" da La Preziosa Ghirlanda, La Terrazza delle Fresche Rugiade, 26 >>> qui

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La morte, è la notte fresca
la vita, è il giorno afoso.
Si fa buio, il sonno mi prende,
il giorno mi ha dato stanchezza.
Un albero s'erge sopra il mio letto,
e il giovane usignolo vi canta:
canta solo per amore,
persino in sogno lo sento.
Heinrich Heine.
Beatitudine
"I nostri nettari si unirono come un singolo elisir...
Il Sé e l'altro dissolvendosi in una sfolgorante coscienza...
L'innata beatitudine sorgendo come l'assoluta apertura della Grande Espansione...
Guarda nella intrinseca freschezza del tuo desiderio e là troverai la luce infinita".
La dakini Yeshe Tsogyal

The divine couple in Tantric Buddhism:
Samantabhadra and Samantabhadri
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da Ian A, Baker, L'arte tibetana della salute, Mondadori, pag 181
immagine da Tantric Buddhism
BUDDHA della MEDICINA
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Il Buddha della Medicina è la manifestazione dell'idea del "guaritore divino" ed è conosciuto come Re della Luce dell'Acquamarina per la luce bluazzurra che emana dal suo corpo, la luce che dissolve il buio dei turbamenti psichici e dei mali fisici.
Il Dalai Lama afferma che "la medicina tibetana concepisce la salute come un quotidiano risultato di equilibri" ed "è profondamente influenzata dalla pratica e dalla teoria buddhista che evidenziano l'invisibile interdipendenza fra mente, corpo e vigore." E' eccezionale questa visione olistica dell'essere umano considerato nella sua unità di corpo, mente e spirito, una visione che a fatica si sta facendo strada nella medicina ufficiale occidentale.
"Secondo la tradizione tibetana, il Buddha, migliaia di anni fa, nelle vesti di Signore dei rimedi, codificò i fondamenti della medicina tibetana nel cosiddetto Gyushi, ovvero i Quattro Tantra Medici. Nel diciassettesimo secolo Sangye Gyamtso, reggente del Quinto Dalai Lama, scrisse un commento al Gyushi chiamato il Berillo Blu, da lui stesso poi illustrato con una serie di straordinari dipinti che esprimevano l'approccio del Buddismo tibetano alla salute, alla guarigione, alla spiritualità."
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MANDALA del BUDDHA della MEDICINA
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Palace of Buddha Bhaisajyaguru, Master of Remedies
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Nel mandala il Buddha è circondato da divinità e da saggi, da pietre preziose medicamentose e da piante medicinali. Il palmo della mano destra, rivolto in avanti, simboleggia la protezione. Lo stelo nella mano è il frutto dell'albero del mirabolano (ciliegio-susino), considerato la pianta curativa più potente. "Nella mano sinistra tiene una ciotola contenente tre tipi di ambrosia: il nettare che cura la malattia e fa risorgere i morti; il nettare che contrasta l'azione; e il nettare che mai si esaurisce, che illumina la mente e accresce la comprensione."
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Medical Thangka No.1 of the Blue Beryll
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"Il Guaritore Supremo, il Re della Luce Acquamarina, entrò nello stato meditativo con raggi di luce multicolore che emanano dal suo cuore in tutte le dieci direzioni, dissolvendo la corruzione spirituale di tutti gli esseri viventi e componendo i disturbi provocati dall'ignoranza. Poi, disegnando i raggi di luce di ritorno al suo cuore, la magica forma del Buddha Rigpa Yeshe si produsse nella sua mente. Mentre appariva nel cielo davanti a lui, egli così implorava il Guaritore Sovrano: 'O Signore. Poiché desideriamo ottenere questo dono per la salvezza nostra e di altri, come possiamo apprendere gli insegnamenti orali sulla scienza della guarigione?'"
Il Tantra del Cuore di Ambrosia
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Palace of Buddha Bhaisajyaguru - Master of Remedies
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"Oltrepassando i limiti dell'intelletto, la naturale radiosità della mente si manifesta da sé. Senza filosofeggiare, senza incollarsi, guarda nell'essenza della mente del Buddha che si manifesta!"
Tantra della Lampada Segreta
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Immagini: 1. "The Medicine Buddha," is copyright by Robert Beer, and distributed by Wisdom Books, London. QUI - 2. Palace of Buddha Bhaisajyaguru, Master of Remedies. QUI -3. Medical Thangka No.1 of the Blue Beryll. QUI - 4. Palace of Buddha Bhaisajyaguru - Master of Remedies.QUI .
Citazioni dal testo: Ian A. Baker, L'arte tibetana della salute, Mondadori, pagg. 7; 13; 15; 16; 164.
ALBORZ

I monti Alborz hanno accompagnato alcuni anni della mia vita a Tehran. Immensi, le cime altissime perennemente innevate, onnipresenti lungo tutto l'orizzonte settentrionale della città, e misteriosi per i richiami che mi sembrava mandassero alla mia mente. Sentivo in maniera del tutto infantile che fra quelle rocce straordinarie si nascondeva un segreto che mi sarebbe stato rivelato se solo mi avessi saputo concentrarmi e ascoltare chissà quale voce lontana. Fantasie. Fantasie che la fotografia del giorno di ieri nel sito della Nasa ha fatto riemergere intatte e suggestive più che mai. Fantasie rafforzate da un link a un sito di fotografie che restituiscono alcune favolose immagini dell'Iran. Come non riandare con tutta l'anima al sublime Rumi e alla sua mistica Luna?
LA LUNA
Nel firmamento è apparsa all'alba una Luna
è scesa dal cielo e ha rivolto a me lo sguardo.
Come falco che strappa via un uccello qual preda
mi rapì quella Luna e corse di nuovo nel cielo.
E quando me stesso guardai, più me stesso non vidi;
ché, in quella Luna, il mio Corpo per grazia sottile s'era fatto anima pura!
E quando viaggiai entro l'anima non vidi che Luna
finché svelato fu tutto della manifestazione eterna il mistero!
I nove cerchi del cielo s'erano immersi in quella luna,
e la barca dell'essere mio s'era tutta in quel mare nascosta.
Si franse d'onde quel mare, e tornò la Ragione
e lanciò il suo grido: così fu, così avvenne.
Spumeggiò, quel mare; e da ogni frammento di quella schiuma
di qualcuno venne un disegno, venne di qualcosa un corpo,
e ogni frammento di schiuma corporea che si mostrò da quel mare
poi subito si fuse e in quel mare entrò ancora;
ma senza l'aiuto del Signore, del Sole divino di Tabrìz
non si può vedere la Luna, non si può essere mare.
Rumi