Happy Halloween

Volano i fantasmini
sull'albero davanti alla casa di 'dolcetta'. Sul far della sera arriveranno bambine e bambini a recitare la loro formula dall'effetto sicuro: 'trick or treat'. I padroni di casa, terrorizzati dalla minaccia dello scherzetto profonderanno dolciumi, frutta e bevande.'Dolcetta' ha gia' da tempo scavato e scolpito le sue figure di paura. Eccole qui, un po' mosse, nonostante avessi trattenuto eroicamente il respiro.

Paura, eh? Mi chiedo se fingo soltanto per divertimento o se non funzioni davvero quel filo sottile che mai vorremmo fosse spezzato tra noi e l'arcano. Certo la commercializzazione imperversa come da noi a Natale o a Pasqua, ma c'e' anche molta autenticita' nelle famiglie che amano questa tradizione. Ho visto campi immensi di zucche dalla luce arancione. Si va dai contadini a scegliere i frutti solari della terra pensando gia' alla forma che prenderanno. Un gatto? Jack o' Lantern? Ci si da' da fare perche' i bambini abbiano la loro festa con il mistero.
Colori

Primo risveglio in Minnesota. Dolcerosato. E azzurrodorato. Un'aurora di mezzo autunno per cominciare il viaggio. Come sara' il favoloso Mississippi?

Azzurro e maestoso, ovviamente, anche se qui sono nei dintorni di Minneapolis e il grande fiume delle mie letture infantili, ancora molto vicino alla sorgente, assomiglia al Po. Solo che mi e' capitato di vedere il lungo volo della prima aquila calva della mia vita. Mi sono goduta l'emozione e la fotocamera l'ho presa solo quando l'uccello si e' posato fra l'oro di un grande albero.

Molto presto e' arrivato il tramonto. L'acqua del Mississippi ora ha i toni del bluverde scuro e del nero profondo. Toni un po' inquietanti mentre ci si trova su un vero e proprio guscio di noce, l'acqua e' gelida, e l'aria pure. Si attracchera', infatti, fra le ombre del crepuscolo.

Strane ombre d'oro e di fuoco.

OMAR KHAYYAM

QUARTINE
O cuore, fa' conto d'avere tutte le cose del mondo,
Fa' conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
E tu su quell'erba fa' conto d'esser rugiada
Gocciata colà nella notte, e al sorger dell'alba svanita. (103)
Poiché nessuno risponde, ahimè, del domani
Rallieta dunque, oggi questo triste cuore.
Vino bevi al chiaro di luna, o Luna, ché la luna
Molto ancor brillerà, e noi non troverà sulla Terra. (2)
Queste due quartine sento risuonare nella poesia di Borges a Khayyam (QUI) con fortissimo il senso del fluire del tempo e l'invito a cogliere le felicità della nostra vita breve come un attimo eterno.
"Torni la luna nel verso che la tua mano
Scrive come torna al primo
Azzurro nel tuo giardino. La stessa luna
Di quel giardino dovrà cercarti invano."
C'è in Khayyam un pessimismo cosmico che oggi molti sarebbero pronti a stigmatizzare come "razionalismo tragico". Lui vede e descrive la condizione umana oscillando tra ironia e disperazione, rivelando di aver assorbito il teismo islamico in cui "Dio è sovrana e liberissima persona, le leggi della natura non esistono di fronte all'arbitrario Suo agire, ché Egli è sempre presente e occasionalisticamente a volta a volta tutto produce." (Bausani)
O tu che sei ignaro dell'intimo oprare del Mondo,
Le fondamenta hai poggiate su vacuo vento: sei nulla.
Il filo della tua vita scorre fra mezzo due Vuoti:
Un nulla dall'una parte, e dall'altra; e tu in mezzo, nulla. (182)
Il Creatore, allorquando plasmò forme e nature,
Per qual ragione le gettò sotto imperio di morte?
Se ben riuscita era l'Opra, perché mandarla in frantumi?
E se mal riuscita era, di chi, dunque la colpa? (31)
Sappi che un tempo verrà che dall'Anima lungi tu andrai,
E oltre il velame segreto del Nulla per sempre tu andrai.
Bevi, bevi, ché nulla sai donde sei venuto,
Sta' lieto, ché nulla sai dove un giorno tu andrai. (36)

La traduzione delle Quartine è di Alessandro Bausani nelle edizioni Einaudi. Le immagni sono tratte da un mio libro di miniature persiane che illustrano un'edizione straordinaria delle Robai'yat di Khayyam.
di Jorge Luis Borges

RUBAIYAT
Torni nella mia voce la metrica del persiano
A ricordare che il tempo è la diversa
Trama di sogni avidi che siamo
E che il segreto Sognatore disperde.
Torni ad affermare che il fuoco è la cenere,
la carne la polvere, il fiume la fuggevole
immagine della tua vita e della mia vita
che lentamente se ne va da noi in fretta.
Torni ad affermare che l’arduo monumento
Che innalza la superbia è come il vento
Che passa, e che alla luce inconcepibile
Di Chi perdura, un secolo è un momento.
Torni ad avvertire che l’usignolo d’oro
Canta una sola volta nel sonoro
Apice della notte e che gli astri
Avari non prodigano il loro tesoro.
Torni la luna nel verso che la tua mano
Scrive come torna al primo
Azzurro nel tuo giardino. La stessa luna
Di quel giardino dovrà cercarti invano.
Siano sotto la luna delle tenere
Sere il tuo umile esempio le cisterne,
nel cui specchio d’acqua si ripetono
alcune immagini eterne.

Continuo a raccogliere le poesie che Borges dedicò ad altri poeti e scrittori e pensatori. Sono tutte poesie in cui il genio di Borges sintetizza e distilla in maniera sublime il succo delle loro opere e della loro vita. Per me è una cosa talmente eccelsa che non finisco mai di stupirmi. Questa poesia è dedicata alle "Quartine" (Robai'yyat) di Omar Khayyam, scienziato e poeta persiano tra XI e XII secolo.
Poesie di Borges a: Baruch Spinoza - Spinoza - Joyce - Khayyam - Melville - Milton