convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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venerdì, 31 marzo 2006

Tenere un Diario

Slabsides, Burrough's cabin in West Park, NY, 2005

"Keep a Journal. Pay so much honor to the visits of truth to your mind as to record them." Emerson

Questo invito di Emerson a tenere un diario per rendere onore alle visite della verità alla nostra mente, registrandole, è l'epigrafe con cui si apre "The heart of Burrough's Journals", un libro edito Riverside Press Cambridge nel 1928. E' sempre "dolcetta" che si dedica alla ricerca di doni insoliti per la madre lettrice. Che abbia voluto spingermi a seguire esempi edificanti? Misteri delle menti filiali.

John Burroughs, saggista statunitense, lo conoscevo appena di nome (santa ignoranza), così finora mi era sfuggita l'opera di un appassionato studioso della natura. Come Thoreau che amo molto.

John Burroughs

May 27

The voices of all birds to me express some human feeling or sentiment: il bobolink, ilarità; l'uccello azzurro, nostalgia; l'uccello gatto, orgoglio; il passero, fede; il pettirosso, trionfo; il tordo eremita, devozione religiosa; ... (pag. 39)

Slabsides, Burrough's cabin in West Park, NY, 2005  - Burroughs relaxes in a rocking chair, naturally

postato da: harmonia alle ore 19:48 | link | commenti (1)
categorie: caro diario, letteratura americana
mercoledì, 29 marzo 2006

Ralph Waldo Emerson

The Rhodora

On being asked, whence is the flower.

In May, when sea-winds pierced our solitudes,
I found the fresh Rhodora in the woods,
Spreading its leafless blooms in a damp nook,
To please the desert and the sluggish brook.
The purple petals fallen in the pool
Made the black water with their beauty gay;
Here might the red-bird come his plumes to cool,
And court the flower that cheapens his array.
Rhodora! if the sages ask thee why
This charm is wasted on the earth and sky,
Tell them, dear, that, if eyes were made for seeing,
Then beauty is its own excuse for Being;
Why thou wert there, O rival of the rose!
I never thought to ask; I never knew;
But in my simple ignorance suppose
The self-same power that brought me there, brought you.

Alla domanda "da dove viene il fiore"

In Maggio, mentre i venti marini pungevano le nostre solitudini,

Ho trovato la fresca Rhodora nei boschi,

che apriva  i suoi fiori senza foglie in un angolo umido,

per fare contento il deserto e il pigro ruscello.

I petali purpurei, caduti nello stagno,

rendevano gaia la nera acqua con la loro bellezza;

...

 

Prima poesia di "Nature", il libro di Emerson, che oggi "dolcetta" mi ha portato in dono dagli USA. Un piccolo libro elegante della casa editrice SHAMBALA, Boston & London. Nome che evoca le antiche civiltà dell'India, del Tibet, del Giappone, della Corea.

postato da: harmonia alle ore 19:59 | link | commenti (3)
categorie: poesia, letteratura americana
lunedì, 20 marzo 2006

Equinozio di Primavera

Capodanno in Persia - Noruz (Nuovo Giorno) 1385

O the incliner of hearts and eyes...

Il Nuovo Giorno era celebrato dalle grandi culture dell'antica Mesopotamia: Sumeri, Babilonesi, Persiani, Accadi. La festa risale a circa tremila anni fa, al tempo dello zoroastrismo, l'antica religione persiana prima della dominazione araba e dell'avvento dell'islamismo. Principi, credenze e suggestioni della cosmologia zoroastriana hanno conservato vitalità e profondità nel sentire delle persone, tanto che i fondamentalisti islamici non sono riusciti nel tentativo di sradicarli dalla loro anima.

I documenti archeologici più antichi ci sono arrivati dagli Achemenidi che 2500 anni fa crearono il più garnde impero della regione e costruirono il magnifico complesso di Persepolis, che i persiani chiamano "Takht-e-Jamshid (Trono di Jamshid).

La festa comincia l'ultimo mercoledì dell'anno che sta per finire: Chahar shanbe suri, cioè il  "Mercoledì-surì, in cui si preparano file di piccoli fuochi distanziati tra loro in modo da poterci saltare su ripetendo una formula propiziatoria.

Per la festa in tutte le case si prepara la tavola delle "sette S" (haftsin). Una tavola su cui devono esserci sette cose il cui nome comincia con "S", come quella che si vede nell'immagine.

    Sabzeh (verzura di grano o lenticchie o orzo), simbolo di rinascita, purezza, opulenza e buona fortuna. 

    Sonbol (giacinto), con il suo intenso profumo annuncia la primavera che arriva 

sib (mela), simboleggi bellezza, salute, fragranza

      Sekkeh (monete), fortuna e prosperità      Serkeh (aceto), età e pazienza 

       Somaq, semi rossoviolaceo, l'intenso colore del Sole sorgente      Senjed (giuggiolo), rappresenta l'amore 
  Sir (aglio), evoca la medicina contro il male
.
...
...
.
Pesci dorati in acqua pura e chiara rappresentano la vita.
.
.
Lo specchio, che incorpora e riflette la luce, evoca la creazione nel primo giorno di primavera e simboleggia la vita. Forse ricorda anche la Dea della Luce, Mitra o Mehr. 
 
.
Dedicato a "dolcetta" per augurarle buon anno.
postato da: harmonia alle ore 13:36 | link | commenti (8)
categorie: astronomia, zoroastrismo, civilizzazione
mercoledì, 15 marzo 2006

 Variazioni all'interno di una sfera, n.10: il Sole

di

Richard Lippold

Le Variazioni Goldberg

di

Johann Sebastian Bach

Un'Aria iniziale, 31 variazioni, e, a chiudere il cerchio musicale, di nuovo l'Aria da capo.

Un intreccio di vibrazioni luminose dalla sfera di Lippold e di vibrazioni sonore dal mondo di Bach, un lampo scoccato all'interno della mia mente, non so come né perché, ma con mia grande delizia.

Per Jung e la sua scuola il cerchio e la sfera sono simboli della psiche nella sua interezza e nelle sue relazioni con il mondo della natura e degli altri esseri umani. Una interpretazione che ben si regge sulla simbologia umana rintracciabile fin nei riti delle popolazioni preistoriche e primitive.

Ho visto nell'opera del contemporaneo Liddolp (morto nel 2002) una continuazione viva e vitale di archetipi operanti nello spirito umano ab initio e, forse, per saecula saeculorum, in ogni direzione spaziale e temporale, in altezza e profondità, nell'oscurità dell'inconscio e nella chiarità del conscio.

Penso ai mandala indiani e tibetani, al cerchio dello Zen e del Tao, alle ruote del sole e del dharma, alla musica delle sfere celesti e ai cerchi di Paul Klee o di Kandinski o di Delaunay...e ricordo che da bambina, intorno ai tre-quattro anni, mi piaceva disegnare ruote, con molti raggi. 

 Robert Delaunay, Circular Forms (Formes circulaires)

Robert Delaunay, Forme circolari

postato da: harmonia alle ore 16:31 | link | commenti (9)
categorie: musica, arte
martedì, 07 marzo 2006

 

Diario a ritroso.

Giorni di felicità e tenerezza, pur nel grigiore freddo di un interminabile inverno, giorni profumati d'incenso e giacinti e narcisi. Risvegli scintillanti e sereni abbandoni al sonno.

Si sono chiusi questi giorni felici con i nostri quarzi citrini dai bagliori gialli e l'amata musica barocca, giorni chiusi per aprirsi ancora.

Laguna blu, scie di bianca spuma marina, chiese, palazzi e montagne rosa hanno colorato ore di estatica bellezza. E un gabbiano.

Aria azzurra e vento gelido di tardo inverno, libri vecchi scontati, alberi luccicanti e allegre risate per le calli e sui ponti di Venezia.

All'inizio basta una vetrina per cominciare a giocare e trasformare ogni cosa in un sogno surreale dove tutto si mescola e cambia e rimane uguale.

postato da: harmonia alle ore 18:36 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, diario, venezia, fotografie mie
giovedì, 02 marzo 2006

VISHNU  

Vishnu è la seconda Divinità della Trimurti indiana, formata da Brahma, Vishnu e Shiva. I  Vaishnava adorano  Vishnu come dio supremo,  e credono che si reincarni in un Avatar tutte le volte che l'umanità viene a trovarsi in un periodo di crisi spirituale. Krishna è l'Avatar più grande di Vishnu. La sua rivelazione riempie le pagine  della Bhagavad Gita, il sublime poema divino. Ha come segni la conchiglia, il disco, il bastone e il loto.

 

VISHNU  LAKSHMI NARAYANA

LAKSHMI NARAYANA è una rappresentazione tantrica di Vishnu. 

 "Vishnu is one of the principal gods of Hinduism; as preserver he is the embodiment of mercy and goodness, the self-existent all-pervading power which maintains the universe and the cosmic order (dharma). To accomplish his task he undergoes various incarnations, in which he appears on earth endowed with a spirit of self sacrifice and devotion. In addition, Vishnu appears in other forms, known as the Vaikunthanatha, the name of a form of Vishnu residing in the Vaikuntha heaven. In his manifestations as Vaikunthanatha, Vishnu appears as the chief deity in the Land-of-No-Hindrance, where there is no fear. In this example of Vaikuntha, Vishnu is portrayed with his shakti Lakshmi seated on his left knee and enthroned on a lotus supported by his vehicle Garuda. This Hindu group is a tantric manifestation of the Lakshminarayana icon.

Vishnu is portrayed with five heads, each depicted with a crowned diadem, flowers above the ears, earrings and an urna (third eye). Three heads represent his most important aspects as master of the universe with on top Para, the basis of the universe, in the middle Vyuya, the manifestation of his appearance, while the lower middle head is that of Vibhava, the manifestation of his incarnations. This last head is flanked by the heads of his avatars Narasimha (lion) and Varaha (boar). Vishnu has twelve arms and is seated in padmasana on a lotus throne supported by his vahana, Garuda. This mythical creature has six hands, two clasped in anjalimudra and the others holding a mala, a parasol, and a padma. He has the outstreched wings, clawed feet and face of a bird. The two-handed Lakshmi is seated in lalitasana (the posture of royal ease) on Vishnu's knee. Vaikuntha holds a full complement of attributes, with a chakra, a khetaka, a gada, and a padma in his right hands, and a trisula, a pustaka, a sankha, a kalasa and a standard in his left hands. Vishnu and his consort are both adorned with necklaces, bracelets, flower garlands and ornaments, and each makes the gesture of varadamudra (gift bestowing) and abhayamudra (do not fear). Two kneeling disciples, their hands in anjalimudra, flank Garuda. The entire group is encircled by a large nimbus.

The term 'Malla' refers to the monarchs who ruled over the Kathmandu Valley for more than five centuries. This stone sculpture is a classic example of the Malla period and can be compared to dated pieces of the 16th century. An inscription is engraved on the front of the base. During this period, two kings, Siddhinarasimbha Malla of Patan and Pratapa Malla of Kathmandu, were devout Vaishnavas and considered themselves to be incarnations of Vishnu. Pratapa Malla built two temples in each of which he dedicated an image of Vaikuntha Vishnu. At this time, there was an increased emhasis on Vishnu with more complex variations in the iconographic forms largely derived from Tantric imagery. Two similar examples to the present stone sculpture were found near the Changu Narayana temple [1].

These beautiful and youthful deities are depicted in a well balanced and harmoniously structured sculpture. It is an inspired and striking composition, modelled with great movement, with subtle poses and lively expression revealing the couple's physical and emotional inseparability. With its impressive majesty and beauty, this image of Lakshminarayana reflects the highest quality of sculpture produced during the Malla period in Nepal.

1. Lain S. Bangdel, Inventory of Stone sculptures of the Katmandu valley, Royal Nepal Academy, 1995, p. 369, no. 23, Vaikunta Vishnu 16th century, height 27 inches, and no. 24, Vaikuntha Vishnu, 27 inches, 16th century. Both pieces are found near the Changu Narayana temple. (il sito è asianart ).

Il primo è un bronzo dorato del Nepal, XIV secolo, conservato al Musé Guimet di Paris. L'immagine l'ho ricavata da una cartolina. Oggi per me segna un momento memorabile. Questo momento. Desiderato insperato arrivato.

postato da: harmonia alle ore 13:14 | link | commenti (3)
categorie: arte, religione, tantra, hinduismo