convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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domenica, 29 gennaio 2006

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L'isola del lago di Innisfree

William Butler Yeats

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,
E solo starò nella radura ronzante d’api.

E avrò un po’ di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichìo, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d’ali di fanello.

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.

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The lake  isle of Innisfree

I WILL arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made:
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee,
And live alone in the bee-loud glade.

And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the veils of the mourning to where the cricket sings;
There midnight's all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet's wings.

I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavements grey,
I hear it in the deep heart's core.

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Desiderio della mente, tensione dello spirito, questo locus amoenus che rievoca l'incanto degli idilli teocritei. Innisfree è un luogo che esiste concretamente da qualche parte nel mondo, ma è anche il sogno dell'armonia naturale che ci portiamo dentro, nella nostra interiorità più profonda e più limpida.

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(Innisfree è un'isola piccolissima in Irlanda. L'immagine è una mia rappresentazione ideale. La traduzione è di Giorgio Melchiori, da Quaranta poesie, Einaudi, Torino, 1965)

postato da: harmonia alle ore 07:57 | link | commenti (8)
categorie: poesia, , fotografie mie, letteratura europea
mercoledì, 25 gennaio 2006

L'asino di Gerona
 
di Raffaele Carrieri

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Il falegname che batte il legno
nulla sa di ciò che duole e non duole
e ha cura della sua mano
quando forte percuote.
Nessun legno ha mai detto:
ahi! falegname, mi fai male!
La pietra si lascia rompere
dal tagliapietre,
l'asino del padrone.
Questo povero animale
poggiato come un arnese
l'asino è di Gerona.
(a Domenico Cantatore)
 

Se ne stanno liberi e placidi questi asini delle praterie del South Dakota, mentre il Sole piove dolcemente su di loro. Si può immaginare che siano contenti, nonostante l'inevitabile taedium vitae di leopardiana memoria, e godano dell'aria aperta e dei curvi declivi.

Tutta la Dolcezza degli Asini

 

postato da: harmonia alle ore 20:13 | link | commenti (5)
categorie: poesia, animali, letteratura italiana, fotografie mie
lunedì, 23 gennaio 2006

da Il barone rampante di Italo Calvino

 

La luna si levò tardi e risplendeva sopra i rami. Nei nidi dormivano le cince, rannicchiate come lui. Nella notte, all'aperto, il silenzio del parco era attraversato da cento fruscii e rumori lontani, e dal trascorrere del vento. A tratti giungeva un remoto mugghio: il mare. Io tendevo dalla finestra l'orecchio a questo frastagliato respiro e cercavo d'immaginarlo udito senza l'alveo familiare della casa alle spalle, da chi si trovava pochi metri più in là soltanto, ma tutto affidato ad esso, con solo la notte intorno a sé; unico oggetto amico a cui tenersi abbracciato un tronco d'albero dalla scorza ruvida, percorso da minute gallerie senza fine in cui dormivano le larve.

Andai a letto, ma non volli spegnere la candela. Forse quella luce alla finestra della stanza poteva tenergli compagnia. Avevamo una camera in comune, con due lettini ancora da ragazzi. Io guardavo il suo, intatto, e il buio fuor della finestra in cui egli stava, e mi rivoltavo tra le lenzuola avvertendo forse per la prima volta la gioia di stare spogliato, a piedi nudi, in un letto caldo e bianco, e come sentendo insieme il disagio di lui legato lassù nella coperta ruvida, le gambe allacciate nelle ghette, senza potersi girere, le ossa rotte. E' un sentimento che non m'ha più abbandonato da quella notte, la coscienza di che fortuna sia aver un letto, lenzuola pulite, materasso morbido! In questo sentimento i miei pensieri, per tante ore proiettati sulla persona che era oggetto di tutte le nostre ansie, vennero a richiudersi su di me e così mi addormentai.

 

 

Nessuno mi ha mai rappresentato come Calvino il senso di lontananza e di distacco tra una vita intessuta di disagi e problemi difficili e una vita resa piacevolmente calda da particolari che dati per scontati, come una casa in cui trovare rifugio, del cibo per nutrirsi, un posto accogliente per dormire e sognare.

 

Immagini: 1. Moon through the trees  qui; 2. Magritte, The empire of lights, 1954,  qui

postato da: harmonia alle ore 08:45 | link | commenti (5)
categorie: letteratura italiana, prosa, immagini dal web
venerdì, 20 gennaio 2006

LL ORI and the ORION NEBULA

2006 January 20

This esthetic close-up of cosmic clouds and stellar winds features LL Orionis, interacting with the Orion Nebula flow. Adrift in Orion's stellar nursery and still in its formative years, variable star LL Orionis produces a wind more energetic than the wind from our own middle-aged Sun. As the fast stellar wind runs into slow moving gas a shock front is formed, analogous to the bow wave of a boat moving through water or a plane traveling at supersonic speed. The small, arcing, graceful structure just above and left of center is LL Ori's cosmic bow shock, measuring about half a light-year across. The slower gas is flowing away from the Orion Nebula's hot central star cluster, the Trapezium, located off the upper left corner of the picture. In three dimensions, LL Ori's wrap-around shock front is shaped like a bowl that appears brightest when viewed along the "bottom" edge. The beautiful picture is part of a large mosaic view of the complex stellar nursery in Orion, filled with a myriad of fluid shapes associated with star formation.

Il trionfo della vita in una stella che nasce dalle nubi cosmiche e dai venti astrali. S'affretta la giovane stella e appare veloce, un palpitante fluido dolce splendore. Musica soave di forme fluttuanti risuona nel cielo quando emerge la stella bambina sollevando amorose correnti di energia e di bellezza.

ORION NEBULA 

 .

A "dolcetta", mia figlia, auguri per il suo compleanno.

 .

Immagini: 1. LL Ori and the Orion Nebula - Credit: NASA, ESA, and The Hubble Heritage Team; 2. Orion Nebula: The Hubble View - Credit: NASA, ESA, M. Robberto (STScI/ESA) and The Hubble Space Telescope Orion Treasury Project Team - 2006 January 19 

postato da: harmonia alle ore 13:23 | link | commenti (5)
categorie: diario, astronomia
giovedì, 19 gennaio 2006

Koi Fish

Brillanti come pesci d'oro i koi, generati da una carpa selvatica, sono molto amati in Giappone, loro terra d'origine, per la loro aura di salute, equilibrio e pace. Il loro nome in latino è Cyprinus carpio.Si pensa che portino fortuna e successo.  Da qualche parte ho letto che la carpa koi è simbolo di determinazione e perseveranza per il suo leggendario coraggio nel risalire la corrente.

Oggi ho voglia di colori sgargianti e di lontane leggende augurali. E, allora, auguri anche a tutte e tutti i viandanti del web.

postato da: harmonia alle ore 08:33 | link | commenti (7)
categorie: diario, animali
lunedì, 16 gennaio 2006

L' Isola di San Michele nella Laguna di Venezia

E' l'isola dei morti, qualche giorno fa, poco prima di uno splendente tramonto invernale, nel  nitore di un gelido gennaio. La sorpresa più incantevole è la vista delle montagne all'orizzonte, evento raro, reso possibile dall'aria particolarmente limpida.

Mi è impossibile vedere qualcosa di lugubre in questo luogo. Mi colpisce il silenzio dell'isola, immersa nella vita lagunare, tra le Fondamente Nuove dove mi trovo e l'isola di Murano, appena un po' più a nord.

Come non notare che gli occhi altro non vedono che fasce di colore dal blu del mare all'arancio del muro di cinta del cimitero, al verde scuro dei cipressi, al rosa delle montagne e all'azzurro del cielo?

La storia dell'isola comincia nel X secolo e, come tutte le storie dei luoghi veneziani, è lunga e densa. Si racconta addirittura che San Romualdo, fondatore dell'ordine dei Camaldolesi, abbia trascorso degli anni in questo eremo, nel XIII secolo.

Non ho fotografie della parte Nord, quella che si vede dall'isola di Murano, ma una bellissima incisione di Visentini (XVIII secolo).

 

Dal sito, molto interessante, del Comune di Venezia, Archivio fotografico delle isole lagunari: http://194.243.104.176/website/img_laguna/album/album.asp?id=18&album=5

postato da: harmonia alle ore 08:22 | link | commenti (4)
categorie: diario, venezia, fotografie mie
mercoledì, 11 gennaio 2006

Mokì o Kaua'ì

Dalle Hawaii una meravigliosa immagine delle cascate Opaekaa, opera di Mokì, artista nativo di una terra che è un capolavoro della natura. Pensare che questo è un acquerello (da quel che ho capito). Spero di poter dare maggiori notizie in seguito su questo luogo di intensa ispirazione spirituale e sull'artista che dimostra di averne ricevuto una visione quasi ultraterrena.

postato da: harmonia alle ore 10:24 | link | commenti (8)
categorie: america, arte
lunedì, 09 gennaio 2006

"gioco della verità"

L'invito a giocare mi è arrivato da Sil, dolce e cara amica blogger. Si tratta di indicare cinque abitudini personali strane, o almeno che tali ci sembrano. Allora passo subito al gioco.

1. Quando sono in casa mia, preferisco sedere sul pavimento piuttosto che su poltrone o divani o quant'altro, soprattutto in salotto.

2. Per me sono comode le posizioni più strane. Sono posizioni tipiche dello "stretching" o anche dello "yoga". Devo avere delle ascendenze gattesche. Mi concedo il lusso quando sono sola o, al massimo, sono in compagnia di persone che mi conoscono e mi amano, per quanto orripilate dalla cosa.

3. Negli ultimi tempi mi sono convertita alla lentezza, e ho constatato che la differenza di tempo tra agire frenetico e pacato non è rilevante.

4. Non mi piacciono, anzi mi disgustano, le bevande dolci. Sono così fin dall'infanzia, quindi non so se si tratti di un'abitudine o di un'alterazione genetica.

5. Leggo più libri contemporaneamente, in parallelo, e lo trovo molto divertente.

Il gioco non è tutto qui: prevede anchedelle regole che ora espongo copiandole dal blog di Sil.

REGOLAMENTO:
Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovreste scegliere 5 nuove persone da indicare, linkando il loro blog o web journal. Non si dimentichi di lasciare un commento nel loro blog o journal, nel quale si annuncia al malcapitato: "sei stato scelto" (se accettano commenti), nonché di dire al padrone di casa di leggere il vostro.

Il gioco è una cosa seria, ma lasciate che mi sottragga all'indicazione dei prossimi giocatori. Da parte mia sono invitati tutti gli amici e le amiche che avranno voglia di parteciparvi. Un sorrisno e una strizzatina d'occhio. harmònia

postato da: harmonia alle ore 07:59 | link | commenti (10)
categorie: gioco
martedì, 03 gennaio 2006

 

 Il Sole al tramonto dalla terrazza di casa mia il 30 dicembre del 2005, l'anno appena finito. Aspetto di fotografare il primo Sole visibile di questo anno appena iniziato per chi segue il calendario gregoriano. Spero che le amiche nuvole si facciano da parte un po' più spesso in  futuro. Nel frattempo alle amiche e agli amici della blogosfera auguro tutto il bene possibile. E auguro che tutta l'energia positiva degli affetti, del giusto e del bello, possa renderli felici.

postato da: harmonia alle ore 07:59 | link | commenti (4)
categorie: diario, fotografie mie