convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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giovedì, 29 dicembre 2005

 

Vier letzte lieder

Frühling (H. Hesse)

In dämmrigen Grüften träumte ich lang
von deinen Baümen und blauen Lüften
von deinem Duft und Vogelsang.
Nun liegst du erschlossen in Gleiß und Zier,
von Licht übergossen wie ein Wunder vor mir.
Du kennst mich wieder, du lockst mich zart.
Es zittert durch all meine Glieder
deine selige Gegenwart.


September (H. Hesse)

Der Garten trauert
kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
still seinem Ende entgegen.
Golden tropft Blatt um Blatt
nieder vom hohen Akazienbaum,
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.
Lange noch bei den Rosen
bleibt er stehen, sehnt sich nach Ruh.
Langsam tut er die großen
müdgewordenen Augen zu.


Beim Schlafengehen (H. Hesse)

Nun der Tag mich müd gemacht,
soll mein sehnliches Verlangen
freundlich die gestirnte Nacht
wie ein müdes Kind empfangen.
Hände laßt von allem Tun,
Stirn, vergiß du alles Denken,
alle meine Sinne nun
wollen sich in Schlummer senken.
Und die Seele, unbewacht,
will in freien Flügeln schweben,
um im Zauberkreis der Nacht
tief und tausendfach zu leben.


Im Abendrot (J. von Eichendorff)

Wir sind durch Not und Freude
gegangen Hand in Hand,
vom Wandern ruhen wir
nun überm stillen Land.
Rings sich die Täler neigen,
es dunkelt schon die Luft,
zwei Lerchen nur noch steigen
nachtträumend in den Duft.
Tritt her und laß sie schwirren,
bald ist es Schlafenszeit,
daß wir uns nicht verirren
in dieser Einsamkeit.
O weiter, stiller Friede,
so tief im Abendrot.
Wie sind wir wandermüde -
ist dies etwa der Tod?

Quattro ultimi lieder

Primavera
Quante volte ho sognato in stanze senza luce
i tuoi alberi, la tua aria azzurra,
il tuo profumo, il canto degli uccelli.
Ora sei qui, davanti a me, e ti schiudi
splendida, circonfusa di luce, come un prodigio.
Mi riconosci, mi attiri teneramente.
E per tutte le membra mi trema
la tua beata presenza.

Settembre
In lutto è il giardino, fresca
la pioggia cade sui fiori.
Con un brivido l'estate
va silenziosa verso la fine.
Gocce d'oro di foglia in foglia
cadono dall'alta acacia;
sorride l'estate, stupita ed esausta,
nel sogno morente del giardino.
Presso le rose indugia ancora
a lungo, sospirando il riposo.
Poi lentamente chiude
i suoi grandi occhi stanchi.

Andando a dormire
Sono stanco del giorno; ma ora
la gentile notte stellata
accolga i miei palpiti ardenti
come un bambino stanco.
Mani, lasciate i gesti;
fronte, dimentica i pensieri;
ora vogliono i miei sensi
scivolare tutti nel sonno.
E l'anima, senza custode,
volerà su libere ali,
nel cerchio magico della notte
vivrà mille vite arcane.
Al tramonto
Attraverso la gioia e il dolore
siamo andati, mano nella mano
ora riposeremo del cammino
su questa terra silenziosa.
Il pendio della valle si addolcisce
intorno, e l'aria si fa scura
solo due allodole si alzano,
sognando la notte, tra i profumi.
Vieni vicino, e lasciale frullare;
presto sarà tempo di dormire;
altrimenti noi ci perderemmo
in questa distesa solitaria.
O pace vasta e silenziosa,
pace profonda del tramonto.
Siamo così stanchi del cammino -
è così, forse, che si muore?

Traduzione di Andrea Casalegno tratta da Lieder, a cura di Vanna Massarotti Piazza, Vallardi - Garzanti 1982.

Fiori

Iris Nebula

 

Rosette Nebula

...fiori di nebulae nello spazio profondo, polvere cosmica interstellare...fiori come noi. Come noi?

postato da: harmonia alle ore 12:21 | link | commenti (3)
categorie: diario, astronomia
martedì, 20 dicembre 2005

 

Shabe Yalda

La Notte di Yalda

Shab-e-Yalda, in Persia, è la notte della nascita di Mitra,

il Dio Sole, che porta la luce, il bene e l'energia sulla Terra.

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Per i seguaci della religione di Zarathustra, in particolare, e per la gente persiana, in generale, è un tempo di gioia e di cortesia, di fiducia e di speranza, di forza e onestà, il cui simbolo è il fuoco.

"Yalda" significa "nascita" e la notte di Yalda, che coincide con il primo giorno del solstizio d'inverno, potrebbe chiamarsi Notte di Natale. E' il Natale per gli zoroastriani. E, siccome la notte più lunga dell'anno prelude al progressivo aumento della luce, la notte di Yalda simboleggia il trionfo del Dio Sole, Mitra, sulle tenebre.

 

Il culto del Dio Sole fu portato in Iran da migranti Arii e rimase come potente entità divina nei secoli successivi. Nell'età degli Achemenidi divenne una divinità fondamentale, come Ahura Mazda, Dio del Bene, e Anahita, Dea della Fertilità e dell'Acqua.

 

Imparai queste cose negli anni in cui vivevo in Persia. Si tratta di materia antichissima e amplissima, per la cui conoscenza occorrono testi religiosi, filosofici e storici. Stasera voglio solo parlare della mia esperienza personale in un Paese in cui all'epoca era possibile farla.

La notte del Solstizio d' Inverno sembra far parte di quello che Jung chiamava "l'inconscio collettivo", e infatti miti simili e talvolta quasi identici si trovano un po' dovunque. In Persia me la descrissero come una notte di magia e di mistero, in cui vegliare abbandonandosi a racconti di vicende remote ed enigmatiche, tra gli affetti familiari e amicali, immersi nella luce delle candele e nei colori della frutta. Perché i frutti della terra sono il cibo di questa festa.

Photo

Rossa anguria con arance e mele e pere... e, soprattutto, la melagrana che è un frutto divino nello Zoroastrismo, perché nell'involucro della buccia ci sono tutti quei delicati rossi semi che mostrano l' unità dell'umanità. 

postato da: harmonia alle ore 16:13 | link | commenti (8)
categorie: diario, geografia, astronomia, zoroastrismo, civilizzazione
sabato, 17 dicembre 2005

La Madonna del Parto

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Piero della Francesca: Madonna del Parto

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Un affresco di Piero della Francesca: una donna molto giovane, eterea e immateriale nell'espressione del volto, vicina e lontana, una donna colta nel mistero che precede il portare alla luce una nuova creatura.

Piero della Francesca:Madonna del Parto, 1467,affresco staccato, Monterchi (Arezzo) dal sito: http://www.italica.rai.it/argomenti/storia_arte/pierodellafrancesca/galleria/7.htm; particolare dal sito: http://www.pierodellafrancesca.it/ 

postato da: harmonia alle ore 16:44 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, arte
domenica, 11 dicembre 2005

Foreste

 Colonne di neuroni 

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The Forest

Max Ernst - La foresta

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Una foresta di neuroni, la foresta di Max Ernst: moti della mia immaginazione nel dialogo tra mente e corpo,  essere e natura, realtà e rappresentazione.

postato da: harmonia alle ore 21:21 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, arte, scienze/natura
giovedì, 01 dicembre 2005

Swami Vivekananda

Un Altro Cerchio

Un altro cerchio ascende

il sentiero a spirale della vita

e la navetta del Tempo -

muovendosi incessantemente

avanti e indietro tra dedali di ordito

e risplendenti trame di fili di vita -

tesse un intreccio ancora più forte.

Man nella mano stanno,

e guardandosi negli occhi

cercano di sondare le profondità

da cui sgorga l'amore eterno.

E scoprono che nessun potere

può fermare gli anni, ma dona

di nuovo loro la giovinezza

il tempo: generoso, puro, vero.

 "Swamiji scrisse questa poesia nel 1899 ... sembra per la coppia che lo ospitava e che in quel periodo stava godendo di una nuova gioventù e felicità. ..."

Il dono di un libro in un felice assolato giorno d'inverno. Questa poesia comparve casualmente. C'è una tendenza insopprimibile a vedere auspici in questi piccoli eventi. Ieri, cercando Keats, il libro mi è caduto in mano, aprendosi alla stessa pagina, non per caso, ma perché la persona che me l'aveva regalato ha l'abitudine di piegare le pagine. In un angolo vicino al titolo ho letto: "Bologna. La Taverna di Roberto. Venerdì 23 Gennaio 2004." Fu un buon auspicio?

postato da: harmonia alle ore 13:31 | link | commenti (8)
categorie: poesia, diario, , letteratura indiana, hinduismo