convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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mercoledì, 23 febbraio 2005

 

L'amore delle anime di Jean Delville

e...

L’estasi

di

John Donne

Dove, come un guanciale sopra un letto,

la pregna riva s’alza a riposare

la viola da capo reclinato,

posammo noi, l’uno cuore dell’altro.

Le nostre mani salde, cementate

Da un balsamo tenace che ne sgorga,

i raggi degli sguardi s’incrociavano,

gli occhi infilando su di un refe doppio.

Così per ora innestare le mani

Fu tutto il nostro modo d’esser uno

E concepire immagini negli occhi

Fu nostra sola moltiplicazione. […]

Così quando l’amore una con l’altra

due anime interanima, quell’unica

anima più compiuta che ne sgorga

vince sulle mancanti solitudini.

E noi che siamo questa nuova anima,

sappiamo ormai di che siamo composti,

ché gli atomi da cui crescemmo sono anime

da mutamento intoccabili.

Ma ahimè, perché così a lungo e tant’oltre

negarci ai nostri corpi?

Se anche non noi, pure sono nostri. Noi

siamo le intelligenze, essi la sfera. 

 

Dobbiamo loro grazie, ché per primi

così ci avvicinarono e a noi

cedettero le forze e i sensi loro,

lega, e non scoria, noi.

Non influisce il Cielo sull’uomo se dapprima

nell’aria non lo imprima, sicché l’anima

possa fluir nell’anima, seppure

prima al corpo ripari.

Come il sangue s’ingegna a generare

spiriti quanto può simili ad anime

(ché tali dita debbono annodare

quel fine nodo che ci rende umani)

così debbono scendere le anime

che puri amanti a facoltà e affetti

che il senso possa cogliere e apprendere,

o giacerà in catene un grande principe.

Ai corpi dunque ci volgiamo, che i deboli

Possano contemplare rivelato l’amore:

i misteri d’amore crescono nelle anime

ma il nostro corpo è il libro dell’amore.

E se un amante, uno come noi,

udisse questo dialogo a una voce,

ci osservi: poco ci vedrà mutare

quando ritorneremo ai nostri corpi.

 

 

Jean Delville, L'amore delle anime (http://www.ocaiw.com/catalog/index.php?lang=it&catalog=pitt&author=337) - John Donne, Poesie amorose Poesie teologiche

postato da: harmonia alle ore 21:29 | link | commenti (7)
categorie: poesia, arte, donne john
domenica, 20 febbraio 2005

 Incantesimi

A sea spell di Dante Gabriel Rossetti

e di Elizabeth Barrett Browning

La prima volta che mi baciò, baciò

e da allora si è fatta più candida e pura,

lenta ai cenni del mondo, ma pronta col suo "Ascolta!"

quando parlano gli angeli. Un anello di ametista

non potrei portare qui, più chiaro alla mia vista

di quel primo bacio. Il secondo, salendo

per cercare la fronte, a metà si perse,

a metà cadendo miei capelli. Quale premio!

Quello fu il crisma d'amore, che la corona stessa dell'amore,

con sacre dolcezze, anticipò.

Il terzo discese sulle mie labbra

con perfetta regale cerimonia; da allora invero

sono stata orgogliosa e ho detto: "Amore mio, mio solo".

.

 

 

.

e di Robert Browning

.

Ora

 Della tua vita dona un solo momento!

Passato

e futuro ignora,

fa’ perfetto il presente, condensa

in estasi e ardore, dono perfetto,

pensieri e passioni, anima e sensi,

fusi in un momento che mi dà infine

te intorno a me per una volta, sotto, sopra

me, certo che, malgrado futuro e passato,

in questo attimo della nostra vita, per un istante mi ami!

Quanto durerà questa sospensione del tempo? Mio bene,

questo momento d’eternità, e nulla più,

quando nel cuore cogliamo l’estasi suprema,

e ardono le guance, si aprono le braccia,

gli occhi si chiudono, e le labbra s’incontrano.

.

 

.

Un "incantesimo del mare" di Dante Gabriel Rossetti e l'incantesimo dell'amore fra Elizabeth e Robert Browning.

.

A sea spell by Dante Gabriel Rossetti (http://lit19.com/gallery/dgr-20040320/dgr-04.html

 

 

Nude Reclining in a Hammock by Antonio Frilli (http://news.bbc.co.uk/1/hi/in_depth/photo_gallery/3116220.stm)  

sabato, 12 febbraio 2005

Amanti

Dante Gabriel Rossetti Dantis Amor 1860

    Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice li quali non sapeano che si chiamare. Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d'oriente de le dodici parti l'una d'un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono. Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia. In quello punto dico veracemente che lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo cuore, cominciò a tremare sì fortemente, che apparia ne li menimi polsi orribilmente; e tremando disse queste parole: «Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi». In quello punto lo spirito animale, lo quale dimora ne l'alta camera ne la quale tutti li spiriti sensitivi portano le loro percezioni, si cominciò a maravigliare molto, e parlando spezialmente a li spiriti del viso, sì disse queste parole: «Apparuit iam beatitudo vestra». ...

 

'Dante and Beatrice', 1883, by Henry Holiday (1839 - 1927)

    Poi che furono passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso l'apparimento soprascritto di questa gentilissima, ne l'ultimo di questi die avvenne che questa mirabile donna apparve a me vestita di colore bianchissimo, in mezzo a due gentili donne, le quali erano di più lunga etade; e passando per una via, volse li occhi verso quella parte ov'io era molto pauroso, e per la sua ineffabile cortesia, la quale è oggi meritata nel grande secolo, mi salutoe molto virtuosamente, tanto che me parve allora vedere tutti li termini de la beatitudine. L'ora che lo suo dolcissimo salutare mi giunse, era fermamente nona di quello giorno; e però che quella fu la prima volta che le sue parole si mossero per venire a li miei orecchi, presi tanta dolcezza, che come inebriato mi partio da le genti, e ricorsi a lo solingo luogo d'una mia camera, e puosimi a pensare di questa cortesissima. ... 

   E pensando di lei, mi sopragiunse uno soave sonno, ne lo quale m'apparve una maravigliosa visione: che me parea vedere ne la mia camera una nebula di colore di fuoco, dentro a la quale io discernea una figura d'uno segnore di pauroso aspetto a chi la guardasse; e pareami con tanta letizia, quanto a sé, che mirabile cosa era; e ne le sue parole dicea molte cose, le quali io non intendea se non poche; tra le quali intendea queste: «Ego dominus tuus». Ne le sue braccia mi parea vedere una persona dormire nuda, salvo che involta mi parea in uno drappo sanguigno leggermente; la quale io riguardando molto intentivamente, conobbi ch'era la donna de la salute, la quale m'avea lo giorno dinanzi degnato di salutare. E ne l'una de le mani mi parea che questi tenesse una cosa la quale ardesse tutta, e pareami che mi dicesse queste parole:«Vide cor tuum». E quando elli era stato alquanto, pareami che disvegliasse questa che dormia; e tanto si sforzava per suo ingegno, che le facea mangiare questa cosa che in mano li ardea, la quale ella mangiava dubitosamente. Appresso ciò poco dimorava che la sua letizia si convertia in amarissimo pianto; e così piangendo, si ricogliea questa donna ne le sue braccia, e con essa mi parea che si ne gisse verso lo cielo; onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato. E mantenente cominciai a pensare, e trovai che l'ora ne la quale m'era questa visione apparita, era la quarta de la notte stata; sì che appare manifestamente ch'ella fue la prima ora de le nove ultime ore de la notte. Pensando io a ciò che m'era apparuto, propuosi di farlo sentire a molti li quali erano famosi trovatori in quello tempo: e con ciò fosse cosa che io avesse già veduto per me medesimo l'arte del dire parole per rima, propuosi di fare uno sonetto, ne lo quale io salutasse tutti li fedeli d'Amore; e pregandoli che giudicassero la mia visione, scrissi a loro ciò che io aveva nel mio sonno veduto. E cominciai allora questo sonetto, lo quale comincia: A ciascun'alma presa.

A ciascun'alma presa e gentil core
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescrivan suo parvente,
salute in lor segnor, cioè Amore.
Già eran quasi che atterzate l'ore
del tempo che onne s tella n'è lucente,
quando m'apparve Amor subitamente,
cui essenza membrar mi dà orrore.
Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le braccia avea
madonna involta in un drappo dormendo.
Poi la svegliava, e d'esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo.

Il mio modo di festeggiare San Valentino che non è necessariamente qualcosa di commerciale o quant'altro. Abbiamo rare occasioni di festeggiare l'amore, allora vada per San Valentino, anche se il vero amore è una festa giorno per giorno, dolcezza quotidiana ed estasi divina.

. 

Dante Alighieri, Vita nuova, II, III; Dante Gabriel Rossetti, Dantis amor (http://www.tate.org.uk/servlet/ViewWork?workid=12789); Henry Holiday, Dante e Beatrice, 1833 (http://www.liverpoolmuseums.org.uk/picture-of-month/displaypicture.asp?venue=2&id=152); Dante Gabriel Rossetti, Il Sogno di Dante,1871 (http://www.fh-augsburg.de/~harsch/italica/Cronologia/secolo14/Dante/dan_vit0.html)

martedì, 08 febbraio 2005

Carnevale a Venezia 

San Tomà si trova a metà strada tra il ponte di Rialto e il ponte dell'Accademia. E' uno dei posti sul Canal Grande dove si trova una gondola pronta a traghettare da una fondamenta all'altra i viandanti che vogliono evitare la fatica delle grandi scalinate o accorciare il percorso. La gondola traghetto è molto usata dagli indigeni, con qualsiasi tempo. Con la nebbia l'effetto è inquietante. Oggi, invece, c'era una luce molto veneziana, e mia figlia l'ha colta mentre spupazzava un ospite foresto attraverso il carnevale.

Sono passati molti anni da quando andavamo anche noi in maschera a ripetere l'antico rito per calli e campielli. Le cose sono molto cambiate nel frattempo, perdendo autenticità e divertimento ai nostri occhi.

Il carnevale era una festa di primaria importanza, perché nell'ambito di una estrema gerarchizzazione sociale era possibile sperimentare forme paritarie di rapporti e di comunicazione tra personbe separate da insormontabili barriere di casta, di ricchezza, di lavoro e di età e di bellezza. Un intermezzo effimero di eccessi e di mondo alla rovescia, un periodo di illusione per i ceti più umili, l'illusione di entrare nel mondo dei potenti, resi 'uguali' da una maschera sul volto. 

postato da: harmonia alle ore 18:22 | link | commenti (6)
categorie: venezia
mercoledì, 02 febbraio 2005

La musica delle superstringhe 

'La musica è da sempre una ricca fonte di metafore per chi medita sui misteri del cosmo. Dalla "musica delle sfere" dei pitagorici all' "armonia della natura", spesso invocata nei secoli, l'uomo ha continuato a cercare la melodia del mondo nei moti regolari dei corpi celesti come nelle violente manifestazioni del mondo subatomico. Con le superstringhe, la metafora diventa straordinariamente vera: secondo questa teoria, il mondo microscopico è pieno di piccole corde di violino, i cui modi di vibrazione orchestrano l'evoluzione del mondo.' [pag. 117]

Sense of Scale diagram

'Le particelle della tabella sono le "lettere" della materia. Proprio come le loro controparti alfabetiche, non sembrano essere scomponibili in ulteriori strutture interne. La teoria delle stringhe afferma il contrario: se potessimo esaminarle con maggiore dettaglio - un dettaglio di molti ordini di grandezza superiore alle nostre attuali capacità tecniche - troveremmo che le particelle non sono puntiformi, ma consistono di un minuscolo anello undimensionale. Ogni particella contiene un filamento che danza, vibra, oscilla come un elastico infinitamente sottile; i fisici moderni, privi del gusto letterario di Gell-Mann, lo hanno chiamato stringa ( o corda; in inglese è string ).' [pag. 14]

'Secondo la teoria delle stringhe le proprietà osservate delle particelle viste nella tabella non sono che un riflesso dei vari modi in cui una stringa può vibrare. E' proprio come per le corde di un violino o di un pianoforte, che vibrano con caratteristiche in modo che il nostro orecchio percepisce come le note fondamentali e le rispettive armoniche superiori; le vibrazioni delle stringhe della teoria non si manifestano come note musicali, ma come particelle, la cui massa e carica sono determinate dalle oscillazioni della stringa stessa: l'elettrone è una stringa che vibra in un certo modo, il quark up in un altro, e così via. Le proprietà delle particelle, dunque, non sono una caotica massa di dati sperimentali, ma conseguenze di un unico principio fisico: sono la musica, per così dire, suonata dalle stringhe fondamentali. La stessa idea si applica alle forze: vedremo infatti che ogni particella mediatrice di forza è associata a un particolare modo di vibrazione. Quindi tutte le forze e tutta la materia sono unificate sotto la voce "oscillazione di stringhe": sono le note che le stringhe suonano.' [pag. 15]

Sono tutte citazioni da 'L'universo elegante', libro di enorme fascino su 'Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima' .

A Conversation with Brian Greene   L'autore è Brian Greene, un fisico giovane, bello e appassionato, e bravissimo divulgatore di una materia impossibile o quasi impossibile per i 'profani'.

Dopo la danza di Shiva Nataraja, con il suo ritmo ora frenetico ora solenne, con le sue vibrazioni e oscillazioni, l'associazione alla visione dell'universo attraverso le meravigliose metafore musicali di Brian Greene è stata immediata. Associazione dell'emozione e dell'intuizione, del profondo sconosciuto e della tensione cognitiva, della passione per l'armonia dell'universo e dell'amore per il mistero.

Le immagini non sono illustrazioni, ma corrispondono alle mie fantasie: 1. Nova ; 2. Tabella; 3. Carbon; 4. Charmed quarks.

Si trovano nei siti: 1.-2.:  http://www.pbs.org/wgbh/nova/elegant/; 3.-4. :http://www.google.it/url?sa=U&start=1&q=http://www.btinternet.com/~ndesprez/images/gallery/&e=7168

postato da: harmonia alle ore 15:53 | link | commenti (9)
categorie: cosmologia, scienze/natura