convivium

Il mio posto del banchetto dove intreccio ghirlande d'amore e di bellezza per me stessa, per due persone molto amate e per i viandanti di passaggio.

Chi sono

Blogger: harmonia
Sono una donna che cerca, in tutte le direzioni possibili. Mi sforzo di evitare pregiudizi e stereotipi. Ho scelto come logo un fiore di loto bianco che affonda le radici nel fango e attraversa l'acqua per aprirsi all'aria e al sole. Nella tradizione buddista è uno degli otto simboli del buon auspicio, quello che rappresenta la purezza del corpo, della parola e della mente. Ahimsa e harmònia sono ideali e comportamenti verso i quali tendo. L'altro mio blog l'ho chiamato CONVIVIUM per sottolinearne il carattere privato e intimo. E' il posto di tutto ciò che per me è espressione della bellezza del mondo.

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giovedì, 25 novembre 2004

di Hermann Hesse

Andando a dormire

Ora il giorno mi ha affaticato,
il mio fervido desiderio dovrà 
serenamente la notte stellata
accogliere, come un bambino stanco.

Mani, lasciate ogni attività,
fronte, dimentica tutti i pensieri;
tutti i miei sensi ora
vogliono sprofondare nel sonno.

E l'anima, non vigilata,
vuole volare su libere ali,
nel cerchio magico della notte
per vivere intensamente mille volte.

Beim Schlafengehen

Nun der Tag mich müd gemacht,
soll mein sehnliches Verlangen
freundlich die gestirnte Nacht
wie ein müdes Kind empfangen.

Hände laßt von allem Tun,
Stirn, vergiß du alles Denken,
alle meine Sinne nun
wollen sich in Schlummer senken.

Und die Seele, unbewacht,
will in freien Flügeln schweben,
um im Zauberkreis der Nacht
tief und tausendfach zu leben.

E' il terzo degli Ultimi quattro Lieder di Richard Strauss.Un sereno accogliere la notte, un quieto scivolare nel sonno, un libero librarsi nell'universo, per continuare a vivere in mille altre forme.

Un Quilt di Galassie e Nebulose

La gloria di colui che tutto move

per l'universo penetra, risplende

in una parte più e meno altrove.

Paradiso, I, 1-3


Lo Hubble Space Telescope ha inviato sulla Terra esaltanti immagini astrali, aprendoci una finestra sui mondi incantati dello spazio remoto. Una donna appassionata di astronomia, Judy W. Ross, ne ha dato un'interpretazione componendo quelle immagini in una "trapunta": come intrecciare il sogno del calore domestico col sogno dei mondi lontani, i più lontani che si possano immaginare.

 

La nebulosa 'Rettangolo Rosso' e, accanto, la nebulosa 'Eskimo' e poi ... (ma poteva mancare?) la galassia della 'Bella Addormentata'; quindi E V838 Monocerotis, la più misteriosa della Via Lattea in compagnia di un'esplosione cosmica

Celestial Fireworks

la N49's Cosmic Blast

e, per chiudere, l'incredibile 'occhio di gatto'

Explanation: Ten thousand years ago, before the dawn of recorded human history, a new light must suddenly have appeared in the night sky and faded after a few weeks. Today we know this light was an exploding star and record the colorful expanding cloud as the Veil Nebula. Pictured above is the west end of the Veil Nebula known technically as NGC 6960 but less formally as the Witch's Broom Nebula. The rampaging gas gains its colors by impacting and exciting existing nearby gas. The supernova remnant lies about 1400 light-years away towards the constellation of Cygnus. This Witch's Broom actually spans over three times the angular size of the full Moon. The bright star 52 Cygnus is visible with the unaided eye from a dark location but unrelated to the ancient supernova.

 

 

postato da: harmonia alle ore 07:23 | link | commenti (7)
categorie: astronomia, letteratura italiana
mercoledì, 24 novembre 2004

musica

ancestrale misteriosa ghirlanda di perle brillanti

archetipo dell'armonia universale

lingua dell'intelletto e del sentimento e dell'emozione e della ragione

cosmo consonante caos dissonante

pieno vuoto luce buio suono silenzio

Quando la rota, che tu sempiterni

Desiderato, a sé mi fece atteso,

Con l'armonia che temperi e discerni,

Parvemi tanto, allor, del cielo acceso

De la fiamma del sol, che pioggia o fiume

Lago non fece mai tanto disteso.

La novità del suono e 'l grande lume

Di lor cagion m'accesero un disio

Mai non sentito di cotanto acume.

(Par I, 73-84)

"Il musico perfetto"

...Al Musico completo...si richiede più di una conoscenza superficiale di tutti i generi del Sapere Umano: deve essere un Fisiologo, per dimostrare la creazione, la natura, le proprietà e gli effetti di un suono naturale. Un Filologo, per indagare sulla sua prima invenzione, istituzione e successiva propagazione di un suono artificiale, o musicale.

Un Aritmetico, per essere in grado di spiegare le cause dei moti armonici coi numeri, e svelare i misteri della nuova Musica Algebrica. Un Geometra: per dedurre gli intervalli consonanti e dissonanti attraverso la divisione geometrica, algebrica e meccanica di un monocordo.

Un Poeta: per conformare i suoi pensieri e le parole alle leggi dei numeri precisi, e distinguere l'eufonia delle vocali e delle sillabe.

Un Meccanico: per conoscere la struttura squisita e la fabbrica di tutti gli strumenti musicali. Un Metallista: per esplorare le differenti contemperazioni dei metalli intonati al grave o all'acuto in relazione alla fusione di campane intonate per i rintocchi. Un Anatomista: per convincere circa il modo e gli organi dell'udito. Un Melotetico, per progettare un metodo dimostrativo di composizione, o disposizione di tutti i toni e le arie.

E, da ultimo, egli deve essere a tal punto un Mago da eccitare lo stupore trasformando nella pratica i taumaturgici, meravigliosi segreti della Musica: penso alle Simpatie ed Antipatie tra i suoni Consonanti e Dissonanti.

Cartesio, Prefazione al Compendio di Musica

jeunes filles de Renoir

Auguste Renoir, Jeunes filles au piano,
1892, Musee d'Orsay, Paris.


postato da: harmonia alle ore 09:56 | link | commenti (5)
categorie:
martedì, 23 novembre 2004

Ocotillo e colibrì

Ocotillo, Fouqueiria Splendens

Somigliai un giorno al Colibrì. Nei campi della mia infanzia suggevo il nettare dal calice di piccoli fiori biancorosati. Non erano gloriosi e splendenti come l'Ocotillo e io non ero certo graziosa come il Colibrì, ma la dolce delizia dell'infinitesimo succo la ricordo ancora. Dove sono finiti quei fiori? E quella bambina?

 

postato da: harmonia alle ore 07:01 | link | commenti (7)
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lunedì, 22 novembre 2004

GIARDINO ZEN

 

 

"Né un fiore, né un'ombra
Dov'è l'uomo?
Nel trasporto di rocce,
nella traccia del rastrello,
nel lavoro della scrittura"
  

Roland Barthes

postato da: harmonia alle ore 08:11 | link | commenti (8)
categorie:
domenica, 21 novembre 2004

un fiore nella notte

 

postato da: harmonia alle ore 22:52 | link | commenti (1)
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Domenica 21 novembre 2004
Festa della Salute a Venezia
.
La facciata della basilica della SaluteOggi migliaia di persone hanno fatto visita all’altare maggiore della Chiesa della Salute in nome del secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria.

Nel 1630 una nuova nuova pestilenza, 54 anni dopo quella terribile del 1575-77, si era abbattuta su Venezia, decimandone la popolazione.

Nel novembre del 1631 la peste fu definitivamente debellata, ma il bilancio fu terribile: quasi 47.000 morti in città (più di un quarto della popolazione) e 95.000 nel cosiddetto Dogado, che comprendeva anche Murano, Malamocco e Chioggia.

Gabriel Bella, Sposalizio di una nobil dama alla Salute

Ma fin dal 22 ottobre 1630 il doge Nicolò Contarini aveva pronunciato il voto pubblico di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l’intercessione della Madonna per la salvezza del popolo veneziano.

Al concorso per la progettazione della basilica parteciparono undici architetti. Risultò vincitore il giovane Baldassarre Longhena.

Il suo progetto assolveva in pieno alle esigenze di grandiosità e magnificenza richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e nello stesso tempo la Repubblica.

La pianta rotonda (una novità assoluta) stava a simboleggiare la corona della Madonna ed esprimeva la metafora della verginità, dote che si estendeva alla città.

La prima pietra fu posata con la peste ancora in piena attività, la basilica fu consacrata nel 1687.

Dal punto di vista scenografico ed urbanistico la grande chiesa, sorta dove il Canal Grande sfocia nel Bacino di San Marco, fungeva da contraltare alle possenti cupole della basilica di San Marco, mpreziosendo ulteriormente lo scenario.

Il ponte votivo

Il ponte votivo

Ogni anno, per la festività della Salute, viene costruito un ponte provvisorio su barche che attraversa il Canal Grande e collega la zona di San Moisè e S. Maria del Giglio (sestiere di San Marco) con la basilica del Longhena (Sestiere di Dorsoduro) per consentire il passaggio della processione.

 

 

 

postato da: harmonia alle ore 21:58 | link | commenti (2)
categorie: diario, venezia

leggerezza

come una farfalla che dal bozzolo s'apre a nuova vita

come un battito d'ali in una notte d'incantamento

come una scintilla

postato da: harmonia alle ore 20:53 | link | commenti (2)
categorie: poesia, diario