di Jorge Luis Borges

UNA ROSA E MILTON
Delle generazioni delle rose
Che nel fondo del tempo si sono perdute
Voglio che una si salvi dall'oblio,
Una senza marchio o segno tra le cose
Che furono. Il destino mi concede
Questo dono di nominare per la prima volta
Quel fiore silenzioso, l'ultima
Rosa che Milton avvicinò al suo viso,
Che furono. Il destino mi concede
Questo dono di nominare per la prima volta
Quel fiore silenzioso, l'ultima
Rosa che Milton avvicinò al suo viso,
Senza vederla. O tu vermiglia o gialla
O bianca rosa di un giardino cancellato,
Lascia magicamente il tuo passato
Immemorabile e in questi versi brilla,
Oro, sangue o avorio o tenebrosa
Come nelle sue mani, invisibile rosa.

De las generaciones de las rosas
Que en el fondo del tiempo se han perdido
Quiero que una se salve del olvido,
Una sin marca o signo entre las cosas
Que fueron. El destino me depara
Este don de nombrar por vez primera
Esa flor silenciosa, la postrera
Rosa que Milton acercó a su cara,
Sin verla. Oh tú bermeja o amarilla
O blanca rosa de un jardín borrado,
Deja mágicamente tu pasado
Inmemorial y en este verso brilla,
Oro, sangre o marfil o tenebrosa
Como en sus manos, invisible rosa.

Forse perché condivideva con Milton la cecità degli occhi Borges ritorna sul tema della rosa e dei suoi colori invisibili. La rosa può brillare silenziosa solo nello spirito e nei versi dei due poeti.
Poesie di Borges a: Baruch Spinoza - Spinoza - Joyce - Khayyam - Melville - Milton
Buona Giornata della Terra

Armed with data from NASA’s Quick Scatterometer (Quikscat), weather forecasters can now predict hazardous weather events over the oceans as much as 6 to 12 hours earlier. (Click to read the full press release.) The direction and intensity of surface winds across the Atlantic Ocean are shown in the Quickscat image above. Orange areas show where winds are blowing the hardest, while violet is an intermediate value, and blue shows relatively light winds.
In recent years, data from the Quikscat scatterometer, developed by NASA’s Jet Propulsion Laboratory (JPL), Pasadena, Calif., have proven useful in improving forecasts of extreme wind events, such as hurricanes, and in monitoring longer-term climatic effects such as El Niño. Quikscat’s SeaWinds scatterometer instrument is a specialized microwave radar that continuously measures both the speed and direction of winds near the ocean surface in all weather conditions.
Launched June 19, 1999, the Quikscat spacecraft flies at an altitude of 800 kilometers (497 miles), circling the Earth from pole to pole every 100 minutes. The sensor takes approximately 400,000 measurements over 93 percent of Earth’s surface every day.
Roland Barthes e lo Haiku [2]

L'effrazione del senso
L'Occidente inumidisce di senso ogni cosa, alla maniera di una religione autoritaria che imponga il battesimo all'intera popolazione; gli oggetti del linguaggio (fatti con la parola) sono evidentemente dei convertititi di diritto: il senso primo della lingua richiama, metonimicamente, il senso secondo del discorso e questo richiamo ha valore di un vincolo universale. Noi abbiamo due modi per evitare al discorso l'infamia del non-senso e sottomettiamo sistematicamente l'enunciato (in una chiusura estrema di ogni tipo di nullità, che potrebbe far intravvedere il vuoto del linguaggio) all'una o all'altra di queste significanze (ovvero fabricazione attiva di segni): il simbolo e il ragionamento, la metafora e il sillogismo. Lo haiku, le cui espressioni accessibili (come si dice in linguistica) è attirato in un tipo o nell'altro di questi due imperi del senso. Dal momento che si tratta di un "poema" lo si cataloga in quella parte del codice generale dei sentimenti che si chiama "l'emozione poetica" (la Poesia abitualmente è per noi il sigificante di ciò che è "confuso", dell' "ineffabile", del "sensibile", rappresenta insomma la classe delle cose inclassificabili): si parla di "emozione concentrata", di "annotazione sincera di un istante d'eccezione", e soprattutto di "silenzio" (il silenzio essendo per noi segno di un pieno di linguaggio). Se uno degli autori di haiku (Joso) scrive:
Quante persone
Sono passate attraverso la pioggia d'autunno
Sul ponte di Seta!
vi si legge l'immagine del tempo che fugge. Se un altro (Basho) scrive:
Vengo attraverso il sentiero di montagna.
Ah! che meraviglia!
Una violetta!
è perché ha trovato un eremita buddista, "fior di virtù" e così via.

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[continua. Roland Barthes, L'impero dei segni, Einaudi, pagg. 81-82] - Roland Barthes e lo Haiku [1]
Equinozio di Primavera

1 Farvardin 1387 [2567]
NowRuz, NoRuz, NoRooz
(Persian New Year)

E' arrivata questa mattina alle 6:48 l'onda azzurra della primavera ondeggiando nell'aria leggera e profumata.

Scalando il monte in direzione della pura luce
Piano piano si penetra nella natura non rivelata.
I raggi del tramonto illuminano in basso i flutti del fiume;
Nel cielo limpido si ergono, pure mille cime.
La Porta di Pietra custodisce la bellezza dell'ora,
Mentre dal crepuscolo gia` si alza la luna.
In ascesa, verso la capanna del Maestro Lontano,
Un sentiero e` appeso a fianco del picco solitario.
Attraverso le nuvole appare la luce della lampada;
Sotto i pini si fanno udire le pietre sonore.
Faccia a faccia, ospite e visitatore, senza parole.
Cuore palpitante conquistato a un tratto dalla pietra del Chan.
(François Cheng, Shitao 1642-1707. Il sapore del mondo)
Roland Barthes e lo Haiku [1]

L'effrazione del senso
Lo haiku ha una proprietà un poco fantasmagorica: che ci si immagina sempre di poterne comporre da sé con facilità. Ci si dice: che cosa di più accessibile alla scrittura spontanea di questo haiku (di Buson)?:
E' sera, autunno.
Io penso soltanto
Ai miei parenti
Lo haiku fa invidia: quanti lettori occidentali non hanno mai sognato di passeggiare per la vita, taccuino alla mano, annotando qui e là delle "impressioni", la cui brevità garantirebbe la perfezione, la cui semplicità attesterebbe la profondità (in virtù di una doppia mitologia, l'una classica, che fa della concisione una prova d'arte, l'altra, romantica, che attribuisce un valore di verità all'improvvisazione)?
Pur essendo del tutto intelligibile, lo haiku non vuol dire nulla ed è per questa doppia condizione ch'esso sembra offerto alle interpretazioni in un modo particolarmente disponibile, servizievole, come un ospite cortese, che vi permette d'installarvi comodamente in casa sua, con le vostre manie, i vostri valori, i vostri simboli; l' "assenza" dello haiku (come si può affermare altrettanto bene d'uno spirito irreale che d'un padrone di casa partito per un viaggio), invoca la subornazione, l'effrazione, la voluttà maggiore, quella del segno. Questo senso prezioso, vitale, appetibile come una fortuna (caso e denaro) lo haiku, sbarazzato dalle costrizioni metriche (nelle traduzioni che noi possediamo) sembra fornircelo a profusione, a buon prezzo e su ordinazione: nello haiku, potremmo dire, il simbolo, la metafora, la morale non costano pressoché nulla: soltanto qualche parola, un'immagine, un sentimento, la dove la nostra letteratura richiede abitualmente un poema, un dispiegamento o (nel genere più breve) un pensiero cesellato, insomma un lungo travaglio retorico. Cpsì anche lo haiku sembra offrire all'Occidente dei diritti che la sua letteratura gli rifiuta e delle comodità ch'essa gli lesina. Avete il diritto, suggerisce lo haiku, d'essere futile, breve, ordinario; racchiudete ciò che vedete, ciò che sentite, in un minimo orizzonte di parole e saprete interessare; avete il diritto di fondare voi stessi (e a partire da voi stessi) ciò che vi sembra ragguardevole; la vostra frase, qualunque essa sia, enuncerà una morale, produrrà un simbolo, voi sarete profondo; con minimo dispendio, la vostra scrittura sarà piena.

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[continua. Roland Barthes, L'impero dei segni, Einaudi, pagg. 80-81]- Roland Barthes e lo Haiku [2]
Firenze
Viaggio d'amore e d'arte. Per San Valentino Firenze in dono. Due desideri sugli altri: leggere Dante a Santa Croce e rivedere gli Uffizi.

Dalla terrazza degli Uffizi Firenze appariva così (quasi, molto quasi): il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi, la Badìa e il Bargello, e Palazzo Vecchio ad altezza d'occhio.


In lontananza, qui, la dolcezza delle colline toscane e Fiesole attraverso una lieve luminosa foschia. E un passerotto al bar in attesa di briciole di brioche.

La fortuna a volte offre scorci inconsueti: Santa Maria del Fiore e il campanile di Giotto.

Spazi blu

sussurri di piccole luci
melodie di voci fiorite
sospiri di vita e di morte
*
Oltre Il Tempo e Lo Spazio
Dove la luce si espande
in onde
Dove i colori si uniscono
in fili d’anima
Dove le mani si intrecciano
in una sinfonia
di suoni
Dove gli occhi ascoltano
fuochi di parole lontane
Dove le radici sono segni
impressi nel cuore
in sottile filigrana di Noi
Forza e bellezza dell'albero
